Nel mondo della sopravvivenza, cosa prevale: la qualità dei singoli o la quantità del gruppo? Un recente studio ha fornito una risposta chiara, almeno per quanto riguarda le formiche, dimostrando che la forza risiede nel numero, anche a costo di una minore prestanza individuale.
Una ricerca pubblicata su Science Advances, condotta da un team dell’Università del Maryland e di Cambridge, ha svelato un sorprendente compromesso evolutivo. Analizzando oltre 500 specie diverse, gli scienziati hanno scoperto che più una colonia di formiche diventa numerosa e complessa, più i suoi singoli membri diventano deboli.
L’indagine si è concentrata sulla cuticola delle formiche, il loro strato esterno che funge da armatura protettiva contro predatori, disidratazione e agenti patogeni. La produzione di questa corazza è un processo metabolicamente costoso, che richiede un notevole dispendio di energia e nutrienti. Una cuticola più spessa e resistente offre maggiore protezione, ma ha un costo biologico elevato.
I dati raccolti hanno dimostrato in modo inequivocabile una correlazione inversa: nelle specie che formano colonie di grandi dimensioni, i singoli esemplari presentano cuticole notevolmente più sottili. Le formiche appartenenti a gruppi più piccoli, quasi solitari, investono massicciamente nella loro difesa personale, con una cuticola che può rappresentare fino al 35% del loro bilancio energetico. Al contrario, nelle specie più popolose, questo investimento crolla fino al 6%.
La logica dietro questa strategia evolutiva risiede nell’ottimizzazione delle risorse. Risparmiando energia sulla propria corazza individuale, le formiche possono dedicare maggiori sforzi al sostentamento e alla crescita della colonia, il cui mantenimento diventa più oneroso con l’aumentare del numero dei suoi membri. La difesa collettiva e la cooperazione compensano la vulnerabilità del singolo.
Questo meccanismo ha innescato, in molte specie, un circolo virtuoso. Una colonia più grande ha meno bisogno di individui pesantemente corazzati, perché il numero stesso funge da deterrente e difesa. Le risorse risparmiate vengono reinvestite per aumentare ulteriormente la popolazione e per colonizzare nuovi ambienti, garantendo il successo del superorganismo.
Gli autori dello studio hanno ipotizzato che questo principio non sia un’esclusiva delle formiche. Il prossimo passo della loro ricerca sarà verificare se percorsi evolutivi simili si possano riscontrare in altri organismi sociali, come le termiti, dove il successo del gruppo potrebbe dipendere dalla specializzazione e dalla “semplificazione” dei suoi singoli componenti.






















