Un’immagine insolita ha segnato il Gran Premio di Malesia. Dopo una sosta di quaranta minuti per la pioggia incessante, i piloti sono scesi in pista per il giro di formazione, ma un problema imprevisto ha bloccato nuovamente la procedura di partenza.
Molte vetture, incluse quelle di Max Verstappen e Lewis Hamilton in testa alla griglia, hanno accusato problemi alla power unit. La direzione gara ha dovuto sospendere il via del GP, costringendo a oltre mezz’ora di lavoro da parte della Fia per risolvere il caos e suscitando un certo imbarazzo per lo sport. Il bug è emerso durante i test delle vetture in condizioni da bagnato, una prima assoluta in questa stagione.
Al termine della gara, il responsabile tecnico della Fia, Nikolas Tombazis, ha fornito una spiegazione, poi formalizzata in una nota ufficiale della Federazione. Secondo Tombazis, “una combinazione senza precedenti di basso regime del motore, condizioni di scarsa aderenza, impostazioni di gestione dell’energia per pista bagnata e configurazione del circuito ha causato una perdita di potenza non prevista per diverse vetture”.
Il dipartimento tecnico della Fia ha quindi rimosso il limite di energia nei settori interessati tramite un aggiornamento software distribuito a tutti i team durante il ritardo. Questo ha permesso alle squadre di apportare le modifiche necessarie. Nonostante la risoluzione tempestiva abbia consentito il regolare svolgimento della gara, non ha placato le polemiche sulla complessità dell’attuale regolamento tecnico.
Max Verstappen è stato tra i primi a commentare l’accaduto. “In fin dei conti questo è quello che succede con motori come questi, mentre con i V8 non avresti certo avuto problemi simili”, ha dichiarato il pilota olandese.
Altri piloti hanno scelto l’ironia, come Esteban Ocon: “C’è stato un problema della Fia su come gestire le vetture. In pratica ho dovuto fare un riavvio di Windows e ho risolto”. Sulla stessa linea Sergio Perez, anch’egli colpito dai problemi: “Mi è sembrato di essere su un kart a noleggio, che rallenta quando finisce il tempo a disposizione”.
Più severo è stato il commento di Carlos Sainz, deluso dalla confusione generale. “Quanto accaduto non è colpa di qualcosa successo qui, ma di chi ha deciso quattro o cinque anni fa che questa fosse la direzione da seguire per la Formula 1. Quando dipendi troppo dal software e da un controllo eccessivo, possono succedere queste cose”.
Anche George Russell ha condiviso il disappunto, dopo una domenica terminata con un ritiro. “L’intera giornata è sembrata un po’ un pasticcio, non sembrava di essere in Formula 1. Sarei rimasto deluso se fossi stato un fan sulle tribune”. La Federazione ha promesso che una situazione simile non si ripeterà, ma l’episodio ha nuovamente evidenziato la difficoltà di interpretare regolamenti che, anche a campionato avanzato, restano ostici per gli stessi protagonisti.







