Fotovoltaico: aumentano i prezzi dei moduli in Europa

19
Prezzi fotovoltaico
Prezzi fotovoltaico

Il mercato fotovoltaico europeo ha ufficialmente cambiato direzione. Dopo un 2025 caratterizzato da un crollo storico dei costi, l’inizio del 2026 ha segnato una decisa inversione di tendenza con i primi significativi aumenti. L’analisi emerge dall’indice mensile della società tedesca pvXchange Trading, che monitora il settore dal 2009.

Il principale motore di questo cambiamento è la Cina. Il governo di Pechino ha deciso di eliminare, a partire dal 1° aprile 2026, gli sconti sull’IVA per l’esportazione di prodotti fotovoltaici, inclusi wafer di silicio, celle e moduli finiti. Questa manovra, combinata con il rincaro di materie prime come silicio e alluminio, ha fatto lievitare i prezzi all’ingrosso.

In aggiunta, i principali produttori cinesi hanno iniziato a tagliare la produzione per contrastare la sovraccapacità che aveva causato la crisi nel 2025. Accordi tra colossi del settore e nuove norme governative sull’efficienza energetica degli impianti stanno riducendo l’offerta, creando una carenza artificiale che spinge i costi verso l’alto.

Secondo gli ultimi dati, i moduli ad alta efficienza hanno raggiunto un prezzo medio di 0,115 €/Wp, con un aumento mensile del 4,5%. I pannelli “mainstream”, usati in ambito commerciale, sono saliti a 0,105 €/Wp (+5%), mentre la categoria “full black” si attesta a 0,130 €/Wp (+4%). Solo i prodotti a basso costo sono rimasti stabili, ma in forte calo rispetto all’anno precedente.

Questo rialzo impatta direttamente il mercato europeo, che importa circa il 98% dei suoi pannelli dalla Cina. L’effetto potrebbe tradursi in un aumento dei costi per i grandi progetti fino al 20%. In Italia, il quadro è complesso: sebbene i costi “chiavi in mano” per un impianto siano in calo dal 2023, oscillando da 0,60 a 1,60 euro/W a seconda della dimensione, l’aumento del costo dei singoli componenti frenerà questa discesa.

La domanda in Europa mostra segnali contrastanti. Il segmento dei piccoli impianti residenziali è in flessione dopo la fine degli incentivi, mentre l’attenzione si sposta su progetti commerciali e su larga scala, dove la competizione resta comunque molto forte.

Questa inversione di tendenza arriva dopo un 2025 drammatico per i produttori. Un’eccessiva espansione della capacità produttiva cinese aveva innescato una guerra dei prezzi, portando i costi dei moduli a minimi storici. Questo squilibrio tra domanda e offerta ha causato perdite significative anche per giganti come JinkoSolar, Trina Solar e JA Solar.

Secondo gli analisti di pvXchange, nonostante la domanda europea possa raffreddarsi nei prossimi mesi, è improbabile assistere a nuovi crolli dei prezzi. I tagli alla produzione in Asia e le nuove politiche cinesi hanno creato una base di costo solida. Il periodo dei pannelli solari a prezzi stracciati sembra essere terminato e il settore si prepara a un nuovo equilibrio, più sostenibile per i produttori ma più oneroso per gli acquirenti finali.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome