Per la prima volta, un’analisi dell’ADEME, l’Agenzia francese per la transizione ecologica, ha quantificato l’enorme valore della mobilità pedonale, a lungo considerata marginale nelle politiche pubbliche. Lo studio ha rivelato che camminare genera ogni anno benefici netti per 57 miliardi di euro per la società francese.
Se la quota degli spostamenti a piedi aumentasse dall’attuale 24% al 30%, livello registrato negli anni Novanta, i vantaggi economici salirebbero di ulteriori 35 miliardi di euro annui. La ricerca ha evidenziato come le statistiche ufficiali abbiano spesso sottostimato il fenomeno, considerando solo i tragitti interamente a piedi ed escludendo i percorsi intermodali (come il tragitto verso una fermata dell’autobus) e gli spostamenti in spazi privati.
Il primo beneficio quantificato riguarda la salute. L’attività fisica regolare riduce il rischio di malattie croniche e aumenta l’aspettativa di vita, generando un risparmio di 16,7 miliardi di euro l’anno per la sanità pubblica. A questi si aggiungono 20 miliardi legati a maggiore benessere e produttività, con una riduzione dell’assenteismo e un miglioramento della qualità della vita lavorativa. Si stima che la camminata eviti oltre 10mila morti premature ogni anno.
I vantaggi si estendono all’ambiente e alle città. Gli spostamenti a piedi evitano l’emissione di circa 1,2 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, per un beneficio ambientale calcolato in 4 miliardi di euro. Le aree urbane più “camminabili” registrano inoltre minori costi di manutenzione stradale, meno traffico e incidenti, con un risparmio complessivo stimato in 7,5 miliardi di euro annui.
È stato dimostrato anche un impatto diretto sull’economia locale: i pedoni favoriscono il commercio di prossimità, sostenendo la vitalità dei centri urbani. Questo effetto è stato valutato in 870 milioni di euro annui. Diverse città francesi hanno già investito con successo in questo ambito: a Parigi oltre il 52% degli spostamenti avviene a piedi, mentre a Vichy, Lione, Nizza e altre città la quota supera il 40%.
In queste realtà, dove la mobilità pedonale è prioritaria, il traffico risulta più fluido, il commercio locale più dinamico e la qualità dell’aria migliore. I dati mostrano che dove la quota pedonale supera il 40%, la percentuale di locali commerciali sfitti scende sotto il 5%, a fronte di oltre il 15% nelle città dominate dalle auto.
Per promuovere ulteriormente la camminata, l’ADEME ha indicato alcune priorità strategiche: realizzare marciapiedi accessibili e sicuri, ampliare le zone pedonali e le “zone 30”, istituire “strade scolastiche” senza traffico negli orari di ingresso e uscita, e favorire la prossimità dei servizi. Il messaggio dello studio è chiaro: investire nella mobilità pedonale conviene alla salute, all’ambiente e all’economia, creando città più vivibili e resilienti.



















