Una serata speciale ha segnato la storia recente della Nazionale italiana. In occasione della partita di Nations League contro la Turchia, i fratelli Sebastiano e Pio Esposito sono scesi in campo come titolari. Un evento che non si verificava da 111 anni, quando due fratelli vestirono la maglia azzurra dall’inizio di un incontro.
A commentare l’accaduto è stato il fratello maggiore, Salvatore Esposito, anche lui calciatore professionista. “È stata un’emozione indescrivibile, non solo per me, ma per tutta la mia famiglia”, ha dichiarato. “Sono felice per entrambi, ma in particolare per Sebastiano, che ormai fa parte del gruppo della Nazionale. È un grande orgoglio condiviso da tutti noi”.
Salvatore ha raccontato di aver seguito l’incontro in modo solitario, una scelta dettata da un personale rito scaramantico. “Quando giocano i miei fratelli divento piuttosto scaramantico, per cui la tradizione prevede che segua le gare senza altre persone vicino”. Un’abitudine opposta a quella che adotta quando è lui a dover scendere in campo, momento che invece affronta con la massima serenità.
Al termine della gara, le emozioni hanno preso il sopravvento durante la telefonata con i fratelli. “Ci siamo sentiti subito dopo la partita. Sono stati momenti molto toccanti, direi commoventi”, ha confidato Salvatore, aggiungendo che per lui è stata una serata fantastica. Anche il contatto con i genitori è stato carico di significato: “Ho parlato al telefono anche con loro, noi ci sentiamo sempre. Facevamo fatica a contenere l’emozione, sono momenti che rimarranno dentro di noi per sempre”.
Guardando al futuro, Salvatore si è mostrato fiducioso sulle prospettive in azzurro di Pio e Sebastiano, sottolineando il ruolo chiave del commissario tecnico. “Hanno una grande fortuna: quella di avere un ct come Mancini che non ha paura di far giocare i ragazzi se lo meritano. Grazie alla sua carriera sa riconoscere subito il talento”. Il tecnico, infatti, ha riconosciuto il valore di Sebastiano, affermando che ha meritato il debutto.
Salvatore ha poi analizzato la forza caratteriale del fratello minore, Sebastiano. “Lui realizza soltanto dopo in quale contesto si trovi e le difficoltà che ha superato. Sul momento, vive tutto con naturalezza perché ha una qualità incredibile. Come tutti i numeri dieci, entra in campo sereno, va molto d’istinto”. Un approccio che lo ha portato a vivere la storica partita con la Turchia quasi come una gara normale. I due fratelli hanno poi dedicato la vittoria alla nonna, che sta attraversando un momento particolare.
Infine, un pensiero al suo percorso professionale con la Sampdoria e all’obiettivo di riportare il club ai massimi livelli. “Vedere la mia squadra in Serie B non è stato bello, ma da parte di tutti noi ci sono l’intento e la voglia di tirarci su. Il campionato è lungo e lavoreremo per questo”.












