Frosinone, Calò frena: ‘Paragone con Pirlo eccessivo’

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Cronache Mercato
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Giacomo Calò, mente e metronomo del Frosinone, ha tracciato un bilancio della sua prima, importante stagione in Serie A, tenendo i piedi ben saldi a terra. In una lunga intervista, il centrocampista ha parlato del suo futuro, dell’identità della squadra e ha respinto con decisione un paragone tanto lusinghiero quanto, a suo dire, fuori luogo.

La sua ambizione più grande, adesso, è la stabilità. “Il mio obiettivo è restare, anziché passare e salutare per la quarta volta”, ha confessato il giocatore, sottolineando il desiderio di mettere radici dopo anni di prestiti. Frosinone è diventata la sua casa calcistica. “Tutto quello che non mi è successo prima, in termini di fiducia e continuità, lo ho avuto qui”.

Il successo della squadra non è un caso, ma il frutto di un progetto chiaro e di un gruppo coeso. “Noi siamo rimasti quelli dello scorso anno, con l’idea di affrontare ogni partita allo stesso modo, con le nostre caratteristiche e la nostra identità”. Un’identità fortemente italiana, una scelta precisa del club che ha reso il Frosinone un modello virtuoso. Calò ha toccato anche il tema, sollevato da Frattesi, dello scarso impiego dei talenti nostrani. “Chiaro che essere un manifesto italiano ci fa piacere. Esprimiamo un prodotto di cui andare orgogliosi”.

Il percorso del regista ciociaro non è stato sempre in discesa. Il suo sguardo al passato è lucido e non nasconde le delusioni. “Magari negli anni qualcosa avrò sbagliato, ma ora mi voglio godere tutto”. Ha ricordato le esperienze con Sampdoria e Genoa: “La Samp mi lasciò libero, il Genoa forse non mi ha mai visto sul serio. Ho fatto un paio di settimane di ritiro senza essere nei piani”.

Questi episodi gli hanno insegnato una lezione amara. “Ho imparato che nel calcio di meritocrazia non ce n’è troppa. Troppo spesso a un giovane italiano si è preferito uno straniero, con danni evidenti per tutto il nostro movimento calcistico”.

Il momento più significativo dell’intervista è arrivato con il paragone a una leggenda come Andrea Pirlo. La reazione di Calò è stata netta. “Ma chi la dice ‘sta roba qua? Davvero, è troppo. Non so come sia uscita una voce simile”. La sua umiltà ha prevalso sull’orgoglio, tracciando un confine invalicabile. “Pirlo è un gigante, un giocatore inarrivabile. Io sono al primo anno in Serie A, lasciamolo stare per cortesia”.

Per il centrocampista, il valore di un giocatore si misura anche sui palcoscenici calcati. “Conta dove fai gli assist, e io i suoi palcoscenici non so cosa siano”. Per chiudere ogni discussione e chiarire i suoi punti di riferimento, ha concluso: “I miei modelli sono Pirlo, Busquets e, in chiave più moderna, Rodri. Si è capito chi è per me Pirlo? Altro che paragonarmi”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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