Una nuova generazione di talenti italiani è pronta a prendersi la scena e Lorenzo Palmisani, portiere classe 2002 del Frosinone, è uno dei suoi esponenti più luminosi. Le sue prestazioni in questo avvio di Serie A hanno sorpreso tutti, aprendogli le porte di una possibile convocazione in Nazionale maggiore.
L’apice della sua finora breve carriera in massima serie è arrivato nel match contro il Como. L’allenatore avversario, Cesc Fàbregas, ha assistito impotente alle parate decisive del giovane portiere, che ha neutralizzato ogni tentativo di Nico Paz e Anastasios Douvikas. «Palmisani ha fatto tantissime parate», ha ammesso Fàbregas a fine gara, sottolineando come il risultato di 2-0 per i ciociari sia stato figlio dei suoi interventi.
Quella vittoria ha rappresentato la prima sconfitta in cinque mesi per il Como e la terza vittoria in cinque partite per il Frosinone neopromosso. Palmisani è stato fondamentale in questo inizio, mantenendo la porta inviolata in due occasioni e guadagnandosi il titolo di Man of the Match proprio contro la squadra lariana, con la stampa che gli ha assegnato voti altissimi.
Il paragone più lusinghiero per lui è quello con Gianluigi Buffon, suo idolo indiscusso. «Lorenzo ha sempre avuto Buffon in testa», ha raccontato il padre Piero. «Non voglio nemmeno sapere quanti video di Gigi abbia guardato». Per la famiglia Palmisani, originaria di Alatri, queste sono state settimane di grandi emozioni, vissute con la semplicità che li contraddistingue.
«Stiamo vivendo momenti meravigliosi, tutti qui ad Alatri sono felici per Lorenzo», ha dichiarato la madre Graziella. Il suo orgoglio è palpabile, ma è accompagnato da un monito materno: «Non deve montarsi la testa, ma sono sicura che non lo farà. È sempre stato un ragazzo serio, ha anche completato un percorso di studi tecnici».
La strada verso la Serie A non è stata semplice. Due anni fa, Palmisani giocava in prestito in Serie C, prima con l’Olbia e poi con la Lucchese, due esperienze formative ma difficili. «Eravamo preoccupati per lui, le cose non andavano bene», ha ricordato il padre. È stato allora che il Frosinone ha deciso di puntare su di lui, facendolo crescere in prima squadra.
Una scelta che si è rivelata vincente. Cresciuto nel settore giovanile del Frosinone fin dall’età di nove anni, Palmisani ha ereditato la passione dai genitori: il padre allenava una squadra femminile e la madre giocava in porta. Dopo un inizio da centrocampista, ha scelto i pali, mostrando subito una grande determinazione.
Nella scorsa stagione, è diventato titolare in Serie B, guidando il Frosinone alla promozione con 15 clean sheet e l’80% di parate. Le sue prestazioni gli hanno valso la chiamata nell’Under 21 e poi quella nella Nazionale maggiore con il commissario tecnico ad interim Silvio Baldini, sebbene non abbia ancora esordito.
Il destino gli ha riservato un esordio in Serie A speciale: contro la Juventus, la squadra del cuore della sua famiglia e dell’idolo Buffon. Un cerchio che si chiude e che potrebbe aprirne un altro, ancora più prestigioso. La “Vecchia Signora”, infatti, ha inserito Palmisani in cima alla sua lista dei desideri, insieme all’Inter.
«La Juventus è ovviamente un sogno», ha ammesso il padre Piero, lusingato dall’interesse. «Per noi la cosa più importante è che nostro figlio sia felice, ma sì, la Juve viene prima di tutto». Le ore passate a studiare Buffon hanno dato i loro frutti, e il futuro sembra promettere qualcosa di grande, a patto di mantenere i piedi per terra.







