Frosinone, Romano Schmid esalta Raimondo e sogna l’Europa

10
Cronache Mercato
Cronache Mercato
Pubblicato il

Romano Schmid, il fantasista austriaco del Frosinone, si è raccontato in una lunga intervista. Il numero 10 ha toccato tanti temi, dal rapporto con l’allenatore Massimiliano Alvini alla forza del gruppo, senza nascondere le ambizioni personali e di squadra.

Il giocatore ha iniziato elogiando il suo tecnico, descritto come una persona onesta e un grande motivatore. «Voglio lavorare con persone oneste e lui lo è», ha affermato, sottolineando l’energia che Alvini trasmette già durante il riscaldamento. L’unico ‘problema’, secondo il trequartista, sono gli allenamenti: «I più duri della mia vita. Corriamo tantissimo». Ha poi ricordato la sua prima settimana, a metà agosto, pensando di essere ancora in precampionato per l’intensità del lavoro.

Parole di grande stima sono arrivate per il giovane attaccante Antonio Raimondo. Schmid lo ha paragonato a una versione giovane di Cristiano Ronaldo per la fiducia nelle proprie capacità, una qualità che ha definito fondamentale per un centravanti. «Fa goal dal nulla e il bello è che ascolta», ha spiegato, distinguendolo da altri attaccanti che pensano di sapere già tutto.

L’elogio si è poi esteso a tutta la squadra, definita una famiglia. «Sappiamo da dove veniamo e cosa migliorare». Ha citato Giacomo Calò, che pur avendo giocato principalmente in B, dimostra una maturità da veterano della Serie A. Ha definito ‘incredibile’ e ‘pazzesco’ il talento di Ghedjemis, lodandone tecnica e dribbling, pronosticandogli un futuro da top player. Infine, ha speso parole per Masini, il suo ‘bodyguard’, un difensore insuperabile nei duelli stretti.

Schmid ha anche rivelato alcuni aneddoti personali, come i suoi soprannomi. Il CT dell’Austria, Ralf Rangnick, lo chiama “nano velenoso” per la sua bassa statura e aggressività. Da piccolo, invece, era il “mago”, tanto da scriverselo sulle scarpe a 15 anni. I suoi idoli giovanili erano giocatori creativi come Messi, Götze e soprattutto Dybala, al punto da imitarne un tatuaggio.

In chiusura, il giocatore ha parlato degli obiettivi. Quello primario è una salvezza anticipata, ma non ha escluso sogni più grandi, come l’Europa: «Sì, c’è un 1%. Se dici di no, non hai la mentalità giusta: nel calcio tutto è possibile». A livello personale, punta a raggiungere i 10 assist in stagione, un traguardo che ha definito realistico.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome