Il futuro della Roma è stato al centro dell’intervento di John Galantic, nuovo amministratore delegato del club. Ospite al Festival dello Sport di Trento, il manager ha delineato la visione della famiglia Friedkin, una strategia di crescita basata su investimenti già stanziati per oltre un miliardo di euro e sul progetto per il nuovo stadio.
Galantic ha spiegato le ragioni della sua scelta, definendola “una decisione facile”. Colpito dall’entusiasmo e dalla determinazione dei Friedkin, il CEO ha sottolineato come l’impegno e le risorse messe a disposizione dalla proprietà lo abbiano convinto a sposare la causa giallorossa, spinto non solo dalla passione ma dalla convinzione di poter costruire un percorso vincente.
Il dirigente, con un passato in aziende come Chanel e nel consiglio di amministrazione della Ferrari, ha raccontato il suo approdo nel club, avvenuto in pieno calciomercato. Ha descritto la proprietà come riservata ma estremamente presente, ribadendo di essere stato incaricato di rappresentare la loro voce, in linea con uno stile comunicativo basato sui fatti più che sulle parole.
Il piano di sviluppo poggia su tre pilastri strategici per garantire una crescita sostenibile. Il primo è il rinnovamento del settore giovanile. Il secondo prevede la creazione di una squadra Under 23, ritenuta fondamentale per facilitare il passaggio dei talenti dalla Primavera alla prima squadra.
Infine, la terza area di intervento riguarda le sinergie con il Cannes, club satellite che opera in un mercato francese ricco di giovani promesse. L’obiettivo è chiaro: integrare ogni anno in rosa giocatori cresciuti in casa, creando valore tecnico ed economico.
Il fulcro della rivoluzione sarà però il nuovo stadio di Pietralata, un progetto da 1,3 miliardi di euro. L’impianto è considerato il motore che proietterà la Roma tra i vertici del calcio europeo, con l’obiettivo di posare la prima pietra entro marzo 2027. Secondo le stime, la prima stagione a pieno regime genererà un aumento degli incassi del 245% rispetto al 2025.
Galantic ha sottolineato che lo stadio “cambierà tutto”, consentendo un salto di qualità sportivo ed economico. Ha inoltre evidenziato come l’impianto sia stato concepito “per i tifosi”, con soluzioni studiate per esaltare l’esperienza del tifo, superando i limiti di uno Stadio Olimpico definito “bello ma non fatto per il calcio”. Il progetto rappresenta anche un segnale per l’intero Paese, dimostrando che investimenti di tale portata sono possibili in Italia. I Friedkin hanno portato avanti il processo con riservatezza, raggiungendo un livello di approvazione mai visto nei precedenti tentativi.








