Gasperini: la mia Roma, da Dybala al duello con l’Inter

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Cronache sport calcio
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Gian Piero Gasperini, dal palco del Festival dello Sport, ha raccontato i suoi primi mesi da allenatore della Roma. In un lungo intervento al fianco del CEO John Galantic, il tecnico ha toccato temi cruciali, dal mercato alla filosofia di gioco, fino alla sfida ai vertici del campionato.

Il tecnico ha ripercorso il suo arrivo nella Capitale, descrivendo l’impatto con la squadra. “Ho trovato giocatori preparatissimi”, ha spiegato, “forse anche un po’ timorosi del mio metodo”. Il primo concetto trasmesso al gruppo è stato chiaro: un pressing aggressivo per riconquistare subito il pallone, senza attendere l’errore avversario.

Gasperini ha elogiato il suo reparto arretrato, definito una “difesa di gladiatori” e tra le migliori d’Europa per rendimento. Un plauso particolare è andato a Gianluca Mancini: “L’atteggiamento che aveva prima lo penalizzava, ci abbiamo lavorato ed è venuta fuori una stagione fantastica che lo ha riportato in Nazionale”. Ha menzionato anche la “garra” di Hermoso e l’affidabilità di Ndicka e Svilar.

Spazio anche per i singoli che hanno fatto la differenza, come Bryan Cristante, un giocatore “che mette la squadra davanti a sé stesso” e che il tecnico conosceva dai tempi dell’Atalanta. Su Paulo Dybala, l’allenatore ha svelato il lavoro fatto per superarne la passata fragilità fisica. “Tutti parlavano di muscoli di seta, invece ho scoperto una fibra particolare. Con gli allenamenti giusti ha dimostrato di essere un calciatore sano e valido. Ora è tornato a sprintare e a saltare l’uomo”.

L’allenatore si è soffermato anche sulle operazioni di mercato, come l’arrivo di Donyell Malen, definita “un’opportunità colta al volo” per rinforzare l’attacco con un giocatore rapidissimo vicino alla porta. Ha poi affrontato il tema della cessione del giovane Romano al Cagliari, spiegandola come una scelta dolorosa ma necessaria per le finanze del club. “Purtroppo è stata un’esigenza di plusvalenze, un sacrificio dettato dal bilancio. È un peccato, perché è un ragazzo molto interessante e non va giudicato per una partita”. Ha inoltre elogiato la crescita di giovani come Pisilli e Lulli.

Infine, uno sguardo al campionato e alla competizione con i campioni in carica. “Prima era la Juventus, ora l’Inter è la squadra più forte conclamata, ma la sensazione è di esserci avvicinati”, ha affermato Gasperini. Una dichiarazione d’intenti che conferma l’ambizione della sua Roma di competere per i massimi traguardi, riducendo il divario con i vertici della Serie A.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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