Amnesty International Italia e Greenpeace Italia hanno organizzato una manifestazione davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina. L’iniziativa si è svolta in concomitanza con la prima riunione del “Board of Peace”, l’organismo voluto dall’amministrazione statunitense per sovrintendere la ricostruzione della Striscia di Gaza.
Durante la mobilitazione, le due organizzazioni hanno utilizzato un maxi schermo per proiettare le immagini dei bombardamenti israeliani avvenuti dopo l’accordo di cessate il fuoco dello scorso ottobre. Sono stati mostrati anche messaggi diretti, come «E questa vi sembra una tregua?» e «Fermiamo il genocidio a Gaza», rivolti al governo Meloni e alla comunità internazionale.
Sofia Basso, campaigner di Greenpeace Italia, ha sottolineato la gravità della situazione: «Anche se sui media italiani non se ne parla quasi più, nella Striscia di Gaza le persone palestinesi continuano a morire». Secondo i dati diffusi, dall’inizio del cessate il fuoco le vittime palestinesi sarebbero già più di 600, di cui oltre 100 bambini. «Questa non è pace e non è nemmeno una tregua», ha aggiunto Basso.
La campaigner ha poi criticato la soluzione proposta, definendola una dimostrazione di «palese disprezzo per il diritto internazionale e per i diritti umani». L’appello al governo italiano è stato netto: «Se l’Italia non vuole essere complice del genocidio, fermi subito ogni collaborazione militare con il governo Netanyahu».
Anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha espresso sconcerto. Ha criticato coloro che, dopo aver «attivamente messo in crisi il sistema di protezione internazionale dei diritti umani», propongono ora soluzioni come il “Board of Peace”. Secondo Noury, tali piani ignorano «i diritti e l’esigenza di giustizia delle persone palestinesi», basandosi solo su interessi politici ed economici.
Secondo fonti locali, dal giorno successivo al cessate il fuoco, Israele avrebbe violato l’accordo oltre 1.600 volte, con attacchi aerei, artiglieria e fuoco diretto. In questo contesto, il governo Meloni ha mantenuto la sua contrarietà alla sospensione degli accordi commerciali e militari con lo Stato ebraico.
L’Italia ha inoltre scelto di partecipare come osservatore al “Board of Peace”, una decisione che secondo le organizzazioni sarebbe in violazione della Costituzione. È stato anche denunciato che il Paese ha continuato a consentire l’invio e il transito di armamenti, nonostante l’annuncio di uno stop a nuove autorizzazioni dopo il 7 ottobre 2023.
Con questa azione, Amnesty e Greenpeace hanno chiesto al governo italiano di impegnarsi attivamente per la fine del presunto genocidio, dell’apartheid e dell’occupazione illegale del Territorio palestinese. Le organizzazioni esigono un processo di pace duraturo, fondato su giustizia e diritti umani.
La richiesta principale è quella di sospendere immediatamente ogni tipo di fornitura e trasferimento di armi, munizioni e altre attrezzature militari a Israele, nonché la fornitura di addestramento e di altra assistenza di sicurezza.



















