L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha presentato un ambizioso progetto volto alla protezione e al ripristino dell’ecosistema marino nell’area antistante il porto di Genoa. L’iniziativa, denominata ‘Mare Nostrum 2030’, si articola in diverse fasi e punta a conciliare le intense attività commerciali dello scalo con la necessità impellente di salvaguardare la salute del mare.
Da decenni, l’intenso traffico navale e le operazioni portuali hanno esercitato una pressione significativa sull’ambiente acquatico, con rischi legati a sversamenti accidentali di idrocarburi, rilascio di metalli pesanti e inquinamento acustico sottomarino. Questo nuovo piano rappresenta una decisa inversione di rotta rispetto al passato, ponendo la sostenibilità ambientale come priorità strategica.
La prima fase del progetto consisterà nell’installazione di una rete avanzata di sensori per il monitoraggio in tempo reale della qualità delle acque. Questi dispositivi rileveranno parametri chimico-fisici cruciali, come la presenza di inquinanti, la torbidità e i livelli di ossigeno, consentendo interventi tempestivi in caso di anomalie. I dati raccolti saranno resi pubblici attraverso una piattaforma digitale, in un’ottica di massima trasparenza.
Successivamente, si procederà con la messa in opera di barriere fisiche di nuova generazione. Saranno installati sistemi di contenimento galleggianti permanenti, progettati per confinare eventuali sversamenti e facilitarne la bonifica, e speciali filtri per intercettare microplastiche e altri rifiuti solidi prima che raggiungano il mare aperto.
Il cuore del progetto è però la fase di ripristino attivo della biodiversità. Sono previsti interventi di riforestazione sottomarina con la piantumazione di praterie di Posidonia oceanica, una pianta acquatica fondamentale per l’ossigenazione delle acque e come habitat per numerose specie. Parallelamente, verranno create piccole oasi protette attraverso la posa di reef artificiali ecocompatibili, che offriranno riparo e aree di riproduzione per la fauna locale.
‘Questo non è solo un obbligo normativo, ma un dovere morale verso il nostro mare e le future generazioni’, ha dichiarato il presidente dell’Autorità Portuale. ‘Vogliamo trasformare il porto di Genoa in un modello di sviluppo sostenibile a livello europeo, dimostrando che crescita economica e tutela ambientale possono e devono andare di pari passo’.
L’investimento complessivo per il piano ‘Mare Nostrum 2030’ ammonta a diverse decine di milioni di euro, finanziati in parte con fondi europei dedicati alla transizione ecologica. Il progetto avrà ricadute positive non solo sull’ambiente, ma anche su settori come la pesca artigianale e il turismo, valorizzando il patrimonio naturale di tutto il litorale ligure.


















