Un recente studio pubblicato sulla rivista Current Biology ha svelato i segreti di una singolare formica parassita giapponese, la Temnothorax kinomurai. Questa specie, finora poco conosciuta, ha dimostrato una strategia di sopravvivenza unica nel regno animale, combinando il parassitismo sociale con la riproduzione clonale.
La Temnothorax kinomurai è una specie relativamente rara, osservata in soli nove siti in tutto il Giappone. Già da tempo gli entomologi nutrivano sospetti sulla sua particolarità: in ogni avvistamento, sono stati trovati esclusivamente esemplari di regine, senza mai la presenza di operaie o maschi.
Per comprendere questo mistero, un gruppo di ricercatori giapponesi ha condotto un esperimento in laboratorio. Hanno ricreato l’interazione tra la T. kinomurai e la sua specie ospite designata, la Temnothorax makora, per osservarne le dinamiche in un ambiente controllato.
I risultati hanno confermato le ipotesi più audaci. Le regine di T. kinomurai agiscono come delle vere e proprie usurpatrici. Attaccano i nidi della specie ospite, si fanno strada tra le operaie che tentano di difendere la colonia e puntano direttamente a uccidere la regina locale.
L’impresa non è sempre facile: durante l’esperimento, il colpo di stato è riuscito solo in 7 dei 43 tentativi. Una volta eliminata la rivale, però, la regina parassita prende il controllo completo del nido. Le operaie della colonia ospite, ormai orfane della loro sovrana, vengono “schiavizzate” e iniziano a prendersi cura dell’intrusa e della sua futura prole.
Qui emerge l’altro aspetto eccezionale della specie. Le sette regine che hanno conquistato un nido hanno dato alla luce un totale di 57 nuove formiche, e tutte si sono rivelate essere regine. La T. kinomurai è infatti capace di produrre solo discendenti di questo tipo, attraverso un processo di riproduzione asessuata noto come partenogenesi.
In pratica, ogni nuova nata è un clone perfetto della madre. Una volta adulte, queste giovani regine lasceranno il nido materno per cercare a loro volta una colonia di T. makora da conquistare, perpetuando il ciclo di parassitismo e clonazione.
Secondo gli autori dello studio, questa combinazione strategica è “evolutivamente molto logica”. Sebbene la riproduzione asessuata comporti rischi come la scarsa variabilità genetica e una maggiore vulnerabilità alle malattie, la T. kinomurai ha trovato un modo per aggirare il problema. Sfruttando i nidi altrui, “ruba” i benefici derivanti dalla riproduzione sessuata della specie ospite, come una migliore resistenza ai patogeni, garantendosi così un notevole vantaggio evolutivo.



















