Mario Gila ha impressionato tutti con il suo rendimento al Milan. Il difensore non ha solo convinto i tifosi, ma anche la dirigenza rossonera, che ha visto il suo investimento ripagato da prestazioni decisive per l’equilibrio della squadra. Dopo aver lavorato a Milanello durante la sosta per le nazionali, Gila punta a un finale di stagione da protagonista.
L’obiettivo principale, oltre ai successi con il club, è la convocazione nella nazionale spagnola. Il commissario tecnico Luis de la Fuente, che lo ha già allenato nell’Under 21, lo sta monitorando attentamente e una chiamata per i prossimi impegni internazionali appare sempre più probabile.
I numeri confermano la sua crescita esponenziale. Nelle prime cinque giornate di campionato, con Gila in campo, il Milan ha subito soltanto due gol, mantenendo la porta inviolata in due occasioni. La sua importanza è risultata evidente quando, a causa di problemi fisici, è stato sostituito nel finale di alcune partite, con la squadra che ha subito gol proprio in sua assenza.
Le sue statistiche lo collocano tra i migliori difensori centrali dei cinque principali campionati europei. Già nella passata stagione si era distinto per passaggi progressivi completati (8,19 a partita), e quest’anno sta mantenendo livelli altissimi con 7,65 passaggi a gara. Un dato che supera quello di concorrenti diretti per un posto nella Roja come Aymeric Laporte (6,33) e Robin Le Normand (4,16).
Anche in fase difensiva, Gila si è dimostrato un muro invalicabile. È il sesto centrale in Europa per tackle riusciti (0,6 a incontro), precedendo specialisti come Pau Cubarsí (0,38) e Lisandro Martínez (0,46). Domina inoltre nei duelli difensivi vinti, con una media di 3,62 a partita, un valore nettamente superiore a quello dei suoi rivali.
Alla solidità ha unito una notevole versatilità tattica. Impiegato inizialmente come centrale di destra nella difesa a tre, si è poi adattato con efficacia al ruolo di terzino destro in una linea a quattro, dimostrando intelligenza e flessibilità.
Un altro dato che sorprende è la sua velocità di punta. Contro il Benfica ha toccato i 35,6 km/h, una velocità in sprint superiore a quella registrata da attaccanti di fama mondiale come Marcus Rashford e Vinícius Júnior nelle scorse stagioni. Questa caratteristica lo rende un difensore moderno, capace di recuperare in campo aperto.
La sua leadership è ormai un fatto assodato. Nelle rare occasioni in cui non è partito titolare, come nella gara di Europa League contro il Benfica, la difesa del Milan ha mostrato evidenti difficoltà. I prossimi impegni ufficiali con la maglia rossonera saranno per lui un’ulteriore vetrina per guadagnarsi definitivamente la prima convocazione con la nazionale maggiore della Spagna, un traguardo che insegue da tempo.




