Golfo di Napoli: operazione per salvare i coralli

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Restauro marino
Restauro marino

Il Golfo di Napoli ha ospitato una delle prime operazioni di restauro passivo di ecosistemi profondi mai realizzate nel Mar Mediterraneo. L’intervento ha previsto la rimozione mirata dei rifiuti marini, in particolare attrezzi da pesca abbandonati, che minacciavano preziosi habitat popolati da coralli e spugne.

L’importante iniziativa è stata coordinata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, con il fondamentale supporto dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno di Ischia. La missione si inserisce nel più ampio progetto europeo ‘Life Dream’, focalizzato sul ripristino e la tutela degli habitat marini profondi attraverso un approccio multidisciplinare e tecnologie d’avanguardia.

Le operazioni si sono svolte durante la campagna oceanografica DEMETRA a bordo della nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Il progetto Life Dream, coordinato dal CNR-ISMAR di Bologna, ha identificato il Golfo di Napoli come uno dei siti chiave per l’intervento, sviluppando una stretta collaborazione con l’ente gestore dell’area protetta.

Le attività di recupero hanno interessato aree di immenso valore ecologico. Tra queste, una secca rocciosa situata tra 200 e 300 metri di profondità, popolata da fitte comunità di coralli neri (Antipatharia), e il celebre Canyon Dohrn, un ecosistema profondo di eccezionale importanza.

Questi ambienti unici sono caratterizzati da comunità bentoniche speciali, che includono coralli bianchi, ostriche centenarie e specie considerate rare nel Mediterraneo. Tali organismi creano vere e proprie ‘foreste sommerse’, strutture tridimensionali complesse che offrono rifugio e habitat a numerose altre specie marine.

Per la rimozione dei detriti è stato impiegato un veicolo sottomarino filoguidato (noto come ROV, Remotely Operated Vehicle), uno strumento capace di operare con estrema precisione a grandi profondità. Dopo una mappatura visiva dettagliata degli habitat, il veicolo ha tagliato e rimosso lenze, cime e frammenti di reti che erano rimasti intrecciati ai rami dei coralli.

Tutte le procedure sono state eseguite seguendo protocolli scientifici rigorosi, studiati per garantire la massima efficacia nella pulizia e, al tempo stesso, la totale salvaguardia e integrità delle delicate comunità biologiche presenti sul fondale marino.

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