Certe imprese sportive non nascono dal caso. La nazionale greca del commissario tecnico Ivan Jovanovic lo ha voluto dimostrare, dopo aver conquistato una storica vittoria contro la Germania e aver iniziato il proprio percorso in Nations League con ottimi risultati. La federazione, però, non vuole che un exploit si converta in un picco isolato, come accadde con la clamorosa vittoria a Euro 2004.
Quel trionfo rappresentò il punto più alto di un movimento che da quel momento intraprese una parabola discendente, culminata con l’ultima qualificazione a un Mondiale nel 2014 e una serie di sconfitte inattese.
Per questo la musica suonerà diversa. Le basi sono state gettate con l’annuncio del progetto di rinascita del calcio nazionale, chiamato “Anagennisi”. L’obiettivo è trasformare il Paese in una delle dieci più importanti realtà a livello giovanile nell’arco dei prossimi dieci anni, prendendo spunto da modelli di successo come Olanda, Belgio e Portogallo.
La prima missione è creare una struttura di allenatori altamente qualificati per guidare le future generazioni. L’attuazione del piano passerà attraverso la realizzazione di nuovi centri federali, con il quartier generale a Paiania, sul modello della Clairefontaine francese. Per individuare più rapidamente i talenti, il territorio è stato suddiviso in 52 federazioni locali e 10 regioni.
In ogni macro-area, sono stati avviati programmi di allenamento che puntano a un calcio moderno, costruendo atleti forti ma capaci di rischiare la giocata. Si parte dai più piccoli con partitelle 2 contro 2 per abituarli a gestire la palla in spazi stretti. “Vogliamo togliere l’ossessione del risultato e ridare gioia”, ha dichiarato il responsabile tecnico Giannis Samaras.
A supporto del lavoro sul campo, nuove normative federali incentiveranno l’utilizzo di calciatori greci. Tra queste, l’obbligo di schierare Under 18 in terza divisione e Under 21 in Coppa di Grecia, per invertire la tendenza della Super League, diventato il campionato europeo con l’età media più alta (28,5 anni).
La federazione ha dimostrato anche attenzione a non perdere talenti con doppia nazionalità, che rappresenteranno il fulcro della nuova nazionale (22,7 anni di età media). Al tempo stesso, l’esportazione dei migliori talenti è vista come un fiore all’occhiello: nell’ultima estate, i loro trasferimenti hanno movimentato circa 160 milioni di euro.
Il risultato è che la nazionale annovera già talenti considerati nel panorama europeo, come Christos Tzolis dell’Arsenal, Anastasios Douvikas del Como e le gemme del Borussia Dortmund, Kostas Karetsas e Giannis Konstantelias. Questo sguardo al futuro si lega alla tradizione, unendo il ricordo di Euro 2004 alla consapevolezza che per ripetersi servirà un approccio nuovo e strutturato.



