Ha preso ufficialmente il via, con il primo incontro tenutosi lo scorso 30 marzo, la collaborazione strategica tra l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. L’insediamento del Comitato di coordinamento, avvenuto nella sede del Comando generale a Roma, rappresenta il primo passo operativo dopo la firma di un importante protocollo d’intesa mirato a rafforzare la tutela del nostro mare.
L’obiettivo principale di questa alleanza è creare una sinergia stabile e strutturata tra il braccio scientifico dello Stato, l’Ispra, e il suo principale organo operativo per la sicurezza e la protezione in mare, la Guardia Costiera. In questo modo, le attività di sorveglianza e intervento potranno basarsi su dati scientifici aggiornati e analisi di rischio precise, rendendo l’azione di prevenzione e contrasto degli illeciti ambientali molto più efficace.
L’Ispra fornirà il suo prezioso bagaglio di conoscenze, che spazia dal monitoraggio dell’inquinamento chimico e acustico alla mappatura delle praterie di posidonia, passando per lo studio della biodiversità e degli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini. Questi dati saranno fondamentali per orientare le missioni della Guardia Costiera.
Dal canto suo, il Corpo delle Capitanerie di porto metterà a disposizione la sua vasta rete di controllo sul territorio marittimo nazionale, con uomini, mezzi navali e aerei capaci di intervenire tempestivamente. La collaborazione consentirà di effettuare controlli mirati in aree particolarmente vulnerabili, di contrastare con maggior forza fenomeni come la pesca illegale, lo sversamento di rifiuti o idrocarburi e di proteggere le specie marine minacciate.
Tra le attività previste dal protocollo rientrano programmi congiunti di monitoraggio, campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini e lo sviluppo di nuove tecnologie per il telerilevamento dell’inquinamento. Il Comitato di coordinamento si riunirà periodicamente per definire le priorità, pianificare le operazioni e valutare i risultati ottenuti.
Questa partnership istituzionale segna un passo avanti decisivo per la difesa del Mediterraneo, unendo le competenze di chi studia il mare con la capacità operativa di chi lo sorveglia ogni giorno. Un modello virtuoso che promette di dare risposte concrete e tempestive alle crescenti minacce che gravano sulla salute delle nostre acque.


















