Guardia zoofila di 104 anni: l’appello da Firenze

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Tutela animali
Tutela animali

Ferdinando Soldani Ginori Bensi ha celebrato un traguardo eccezionale: 104 anni compiuti lo scorso 25 gennaio. Sebbene non sia più in attività, la sua figura di storica Guardia Zoofila dell’Enpa di Firenze rappresenta ancora un faro per chi ha condiviso con lui anni di servizio, passione e impegno concreto per la tutela degli animali. La sua eredità morale continua a ispirare nuove generazioni di volontari.

In occasione del suo compleanno, Ferdinando ha inviato un messaggio carico di affetto e responsabilità a tutte le guardie zoofile, le “nuove” e le “vecchie”, come le chiama lui. Attraverso poche ma potenti parole, ha ripercorso una vita intera dedicata al volontariato, sottolineando il valore di un impegno che non conosce sosta.

Rivolgendosi ai colleghi con cui ha servito per decenni come Capo Nucleo, ha ricordato con orgoglio le grandi soddisfazioni professionali e umane. Ha elogiato le qualità delle guardie zoofile, descrivendole come persone attente, precise e valide, il cui operato porta onore non solo all’associazione, ma all’intera comunità. Il suo messaggio si è concluso con un abbraccio virtuale rivolto a ciascuno, senza distinzioni.

La sua carriera è iniziata ufficialmente nel 1969, quando fu nominato Guardia Zoofila Enpa con decreto del Ministero dell’Interno. Da quel momento, ha dedicato gran parte della sua vita alla difesa degli esseri viventi più vulnerabili. Nel ruolo di Capo Nucleo delle Guardie Zoofile fiorentine, ha coordinato decine di volontari, contribuendo in modo determinante a rafforzare le attività di prevenzione, controllo e tutela sul territorio di Firenze e del Mugello, un impegno riconosciuto sia dall’Enpa che dalle istituzioni.

Con l’ironia e il sorriso che lo contraddistinguono, Ferdinando ha rivolto un pensiero anche ai colleghi che non ci sono più, immaginandoli “lassù”, ancora in servizio. Ha scherzato sul fatto che anche in cielo ci sia bisogno di sorveglianza, persino per i piccioni che “passano e bombardano”. Un’immagine leggera che nasconde un significato profondo: la missione di proteggere gli animali è un dovere che trascende il tempo.

Il cuore del suo messaggio è stato però un appello rivolto al futuro: continuare la missione. Non mollare mai. Svolgere il proprio lavoro con serietà, rispetto e dedizione, perché, come ha sottolineato, “c’è parecchio da fare”. Un testimone passato di mano, un invito a portare avanti una battaglia di civiltà sempre attuale.

Il suo saluto finale, un abbraccio e un augurio di buon lavoro, racchiude l’essenza di un uomo che ha fatto della tutela animale la sua ragione di vita. Questo messaggio non si rivolge solo alle guardie dell’ENPA, ma a chiunque creda nel valore del rispetto per ogni forma di vita, ricordando che dietro ogni gesto di protezione ci sono persone che hanno costruito, nel tempo, una cultura della responsabilità.

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