Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato una proposta ambiziosa durante il Meeting Ministeriale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. L’idea è creare una piattaforma globale per gestire l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, cercando di restituire all’ONU un ruolo centrale nella lotta ai cambiamenti climatici, a quasi dieci anni dall’Accordo di Parigi.
La piattaforma dovrebbe riunire allo stesso tavolo produttori di petrolio e gas, Paesi consumatori, istituzioni finanziarie e società civile. Lo scopo è pianificare una transizione ordinata, riducendo gli investimenti nelle fonti fossili e potenziando al contempo quelli destinati alle energie rinnovabili.
“Siamo entrati nell’era dell’energia pulita”, ha dichiarato Guterres. “Le rinnovabili sono la fonte più economica, veloce e sicura quasi ovunque. Chi guiderà questa transizione guiderà l’economia globale del futuro”. Il Segretario Generale ha poi accusato alcuni interessi legati al settore fossile di rallentare il progresso con la disinformazione.
Nel suo intervento, Guterres ha sottolineato come la dipendenza globale da queste fonti rappresenti una minaccia alla stabilità. “Tre quarti dell’umanità vive in Paesi importatori netti. Sono dipendenti da un’energia che non controllano, a prezzi imprevedibili”, ha spiegato, evidenziando l’intrinseca insicurezza del sistema attuale. “Dobbiamo scegliere: progettare la transizione insieme o precipitare nel caos”.
Questa iniziativa nasce in un contesto complesso. Malgrado gli impegni della COP28 del 2023, manca un consenso globale su una tabella di marcia per l’abbandono delle fonti inquinanti. Il progetto di Guterres mira a colmare questo vuoto, in un momento in cui l’ONU fatica a mantenere la sua rilevanza nella risoluzione delle crisi internazionali, inclusa quella climatica.
La transizione energetica si è trasformata in una lotta per la supremazia tra potenze. Da un lato la Cina, che punta sulla leadership tecnologica nelle rinnovabili, dall’altro gli Stati Uniti, che rappresentano il primato delle risorse tradizionali. Istituzioni come l’ONU e l’AIE perdono efficacia quando attori di tale peso scelgono di ignorarle.
Senza un coordinamento globale, ha avvertito Guterres, il cambiamento avverrà comunque, ma in modo traumatico. In questo scenario, diversi Stati si stanno organizzando in coalizioni alternative. L’obiettivo è potenziare gli investimenti nell’energia pulita e isolare diplomaticamente i Paesi che frenano il cambiamento.
Esempi concreti includono la cooperazione tra i Paesi del Mare del Nord per lo sviluppo dell’eolico offshore, un progetto che rafforza la sicurezza energetica europea. Anche l’accordo commerciale UE-India ha previsto finanziamenti per la decarbonizzazione, dimostrando come le energie pulite siano diventate uno strumento di strategia geopolitica.



















