Himalaya: tre superpredatori convivono in armonia

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Convivenza predatori
Convivenza predatori

I superpredatori sono gli animali al vertice della catena alimentare, cacciatori che non vengono cacciati. Tradizionalmente, si pensa che ogni ecosistema abbia un solo superpredatore, rendendo difficile la coesistenza tra più specie di questo tipo.

Tuttavia, uno studio pubblicato sulla rivista PLOS One ha dimostrato che in alcuni luoghi diversi grandi carnivori hanno trovato un modo per convivere. È il caso dell’Himalaya, dove leopardi, leopardi delle nevi e lupi si trovano a condividere habitat sempre più sovrapposti a causa delle attività umane e del cambiamento climatico.

La ricerca si è concentrata sulla remota valle di Lapchi, un’area sacra all’interno della Gaurishankar Conservation Area in Nepal. Questa zona protetta, istituita nel 2010, ospita specie rare come il panda minore e il leopardo delle nevi, di cui si contano meno di 400 esemplari in tutto il paese.

Negli ultimi anni, in quest’area sono arrivati altri due grandi predatori: il leopardo comune e il lupo himalayano. La distruzione dei loro habitat originari e l’aumento delle temperature li hanno spinti a cercare rifugio ad altitudini più elevate, entrando così nel territorio storicamente dominato dal leopardo delle nevi.

Questa situazione ha reso la valle di Lapchi un laboratorio naturale ideale per studiare l’interazione tra questi carnivori. Un team di scienziati ha analizzato i dati raccolti per diversi anni tramite fototrappole, integrando le osservazioni con l’analisi del DNA estratto dalle feci degli animali per determinarne la dieta.

I risultati hanno rivelato un’altissima sovrapposizione degli habitat. Ad esempio, l’area di caccia dei lupi coincide al 100% con quella dei leopardi delle nevi, mentre la sovrapposizione tra leopardi comuni e leopardi delle nevi è del 50%. Inoltre, tutte e tre le specie sono risultate attive principalmente durante le ore notturne.

Come riescono a non entrare in competizione in un’area con risorse alimentari non particolarmente abbondanti? La risposta risiede in una netta spartizione delle prede. La loro convivenza si basa su menù molto specializzati che minimizzano la rivalità.

I leopardi delle nevi si sono dimostrati cacciatori selettivi, concentrandosi quasi esclusivamente su prede selvatiche come il bharal, una specie di caprino locale conosciuto anche come “pecora blu”.

I leopardi comuni, al contrario, hanno mostrato una spiccata preferenza per gli animali domestici (pecore, cavalli e cani), che costituiscono il 40% della loro alimentazione, seguiti dai cinghiali (36%).

I lupi himalayani hanno invece una dieta più generalista. Circa un quarto delle loro prede è composto da bestiame, ma cacciano anche animali selvatici ignorati dagli altri due felini, come la marmotta dell’Himalaya.

Secondo gli autori, sebbene ci siano delle inevitabili sovrapposizioni, le preferenze alimentari distinte permettono ai tre carnivori di coesistere. Questo equilibrio, però, è delicato.

La ricerca ha evidenziato l’importanza cruciale di proteggere la fauna selvatica locale. Una diminuzione delle prede naturali, infatti, potrebbe spingere i predatori a rivolgere sempre più le loro attenzioni verso il bestiame, aumentando il rischio di attriti con le comunità umane della regione.

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