I clan rivali si alleano per gli affari: patto di ferro tra cosche nemiche

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Arresti 21 ottobre
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NAPOLI – Dettagli d’ombra emergono dalle pieghe dell’ordinanza cautelare che l’altro ieri ha portato all’arresto di nove persone tra i quartieri Decumani, Ponticelli e Fuorigrotta, svelando come il denaro valga molto più delle storiche rivalità tra boss. All’interno delle carceri, gruppi storicamente nemici riescono a superare le faide di strada per fare sistema, coalizzarsi e gestire unitariamente il recupero crediti ed il narcotraffico, remando tutti nella medesima direzione. Tutto scritto nel provvedimento cautelare eseguito dai carabinieri della compagnia di Bagnoli e dal Nucleo Investigativo Regionale della Penitenziaria, emesso dalla Procura guidata da Nicola Gratteri.

Secondo gli inquirenti, le indagini, sviluppate tra il luglio 2025 e l’aprile 2026 hanno scoperchiato un collaudato centro di potere capace di impartire ordini all’esterno e gestire affari illeciti dietro le sbarre dei penitenziari. Le pesanti contestate a vario titolo vanno dal traffico di stupefacenti all’estorsione, dalle lesioni aggravate alla violenza privata, fino all’introduzione illecita di smartphone, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso per favorire cartelli del calibro dei Troncone, Mazzarella, Gionta, Ferrara-Cacciapuoti, Avventurato e De Luca-Bossa.

Figura centrale dell’inchiesta si conferma Giuseppe Troncone, ventottenne rampollo dell’omonima famiglia di Fuorigrotta, il quale dal carcere di Milano Opera avrebbe usato microcellulari per dettare le linee al proprio gruppo all’esterno. L’inchiesta ruota intorno al pentito Emanuele De Pasquale, indicato dagli inquirenti un broker della droga per i Troncone. Aveva messo su un sistema del narcotraffico per pagare debiti accumulati con i creditori. Le altre misure cautelari sono state notificate a Luciano Barat­ tolo, Ciro Rosario Terracciano, Giuseppe Damiano, Gaetano Vaccaro, Emanuele D’Agostino, Ciro Coppola, Domenico Cacciapuoti e Aniello Mosella.

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