I NOMI. Giro di auto cannibalizzate: 7 indagati per riciclaggio a Giugliano

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Auto cannibalizzate
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GIUGLIANO – Un’organizzazione ben strutturata e rapida nel far sparire ogni traccia dei veicoli rubati è al centro dell’inchiesta condotta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, la dottoressa Donata Di Sarno, su richiesta della Procura. La vicenda vede coinvolte sette persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di veicoli, ricettazione e reati ambientali per lo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi, fermo restando che tutti gli indagati sono da considerarsi assolutamente innocenti fino a una eventuale sentenza definitiva.

Nel collegio difensivo figurano diversi legali del territorio, guidati dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord per la posizione principale, insieme agli avvocati Pasquale Casoria ed Ernesto Rosano del Foro di Napoli Nord, e agli avvocati Immacolata Spina, Virginia De Marco e Antonio Rumolo del foro di Napoli. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il fulcro delle attività gravitava attorno a un’azienda di autoricambi di Giugliano, la Fil. Car srls, dove l’amministratore unico Ilir Doku (detto Elio), 51 anni e residente a Soccavo, avrebbe diretto il flusso dei pezzi di ricambio smembrati dalle vetture e riammessi nel circuito legale sia tramite vendite al dettaglio che su piattaforme digitali come Subito.it.

Il reperimento della materia prima era affidato ai procacciatori Vincenzo Savastano, 47 anni di Pianura e attualmente detenuto per altra causa, e Salvatore Junior Arino, 33 anni anche lui di Pianura, i quali fornivano costantemente auto di provenienza illecita, sottratte tramite furto o false denunce da parte di locatari di veicoli a noleggio. A gestire la fase operativa dello smontaggio delle vetture e dello smaltimento delle carcasse pensava Pasquale Topo, 43 anni, residente a Villaricca e domiciliato a Castel Volturno, affiancato dai tre giovani nipoti Francesco Imbimbo di 22 anni, Vincenzo Imbimbo di 22 anni e Patrizio Imbimbo di 20 anni, anch’essi residenti tra Villaricca e Castel Volturno.

Il gruppo trasportava i veicoli anche presso un capannone a Monte di Procida per la fase di “cannibalizzazione”, smontando chirurgicamente utilitarie e auto di lusso per poi abbandonare notte tempo i resti contaminati direttamente sul terreno in diverse zone rurali e sottopassi tra Castel Volturno, Villa Literno, Pozzuoli, Monte di Procida e Giugliano, creando vere e proprie discariche abusive, mentre in alcuni casi i veicoli venivano persino trasferiti all’estero. L’intero sistema, ora al vaglio del giudice per gli interrogatori preventivi, ha portato alla luce un fitto ed esteso traffico illecito destinato a rifornire il mercato nero a scapito dell’ambiente e della legalità.

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