NAPOLI – I pentiti fanno tremare la cupola della Vanella Grassi e gli altri clan dell’area nord minacciano di non fare più affari con la paranza del Lotto G. C’è fibrillazione in queste ore nel quartiere Scampia. La Vanella rischia di restare isolata. La questione è semplice: i collaboratori di giustizia svelano accordi e retroscena dei clan. Dunque possono rivelare nomi anche in altre organizzazioni. A cascata. E’ già successo.
L’anno scorso Raffaele Paone, 41 anni, detto Rafaniello, ha iniziato a collaborare con la giustizia: “Sono stanco di questa vita”. Le prime parole. Non solo. C’è il super pentito Antonio Accurso che ha svelato aneddoti importanti sulla catena di comando.
La storia di Accurso comincia con i Di Lauro, per poi passare alla Vanella Grassi. In quest’ultimo gruppo avrebbe avuto ruoli di primo piano. Lo ha spiegato lui stesso.
Lo zio Salvatore Petriccione, detto il marinaio – secondo gli inquirenti – era stato l’ultimo reggente della vecchia guardia dei Girati di Secondigliano e Scampia. Da quel momento un lento declino. Fino all’arresto di Gaetano Angrisano, genero di Salvatore Petriccione. Un altro tsunami sulla Vanella, per usare parole di un investigatore esperto. Angrisano fu arrestato con un maxi blitz dei carabinieri nel dicembre 2023: ricercato da un anno e ritenuto tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia. Non fu semplice. Ci avevano già provato i poliziotti con due interventi ‘a picchiata’ nelle palazzine in via Antonio Labriola. Ma non lo avevano trovato. Era necessario schierare un mini esercito con 250 uomini per cinturare il Lotto G: i carabinieri sapevano che qui quella sera era stata organizzata una festa di compleanno e riuscirono a bloccare Angrisano nel lotto G, la roccaforte della Vanella Grassi.
Secondo le informative della Procura, la Vanella da gruppo di fuoco del clan Di Lauro, divenne un sodalizio autonomo. In base alle indagini, l’Antimafia apprese che la Vanella Grassi si divise in vari sottogruppi, tutti sottoposti al potere direttivo della cupola.
Il primo gruppo è quello degli Angrisano, insediati nella zona di Scampia. Poi ci sono i Petriccione, ancora attivi nell’area di Secondigliano intorno a via Vanella Grassi, la strada in cui il clan è nato. Poi c’era la paranza di San Pietro a Patierno.