Una sconfitta può segnare una carriera tanto quanto una vittoria. Lo ha confermato Pietro Iemmello, capitano del Catanzaro, che ha confessato di aver pensato seriamente al ritiro dopo la mancata promozione in Serie A, sfumata nella finale playoff contro il Monza.
Le sue lacrime al termine di quella partita hanno commosso l’ambiente sportivo. “Sono state spontanee, sincere. Le mie lacrime sono state quelle della città e di tutti i miei compagni”, ha spiegato l’attaccante, sottolineando il forte senso di appartenenza che si era creato nel gruppo. Quel dolore è stato così profondo da fargli meditare l’addio al calcio giocato.
“Avessimo vinto a Monza avrei fatto un altro anno e poi smesso. Ci ho pensato anche dopo quella sconfitta: come ripartire? Volevo lasciare subito, sentivo il vuoto dentro, senza forze”, ha rivelato Iemmello. Ma superato lo sconforto iniziale, la delusione si è trasformata in nuova linfa. L’obiettivo ora è ancora più chiaro e sentito: portare il Catanzaro nella massima serie. “Finché giocherò o lavorerò per il Catanzaro, lo farò solo per quello”.
Un legame, quello con la città e i suoi tifosi, che l’attaccante ha definito “amore”. Un sentimento che lo ha portato a dedicare una maglia con la scritta “6 Unica” alla curva, rievocando il gesto di Francesco Totti. “Mi rivedo nei ragazzi della curva, da bambino andavo lì con il nonno. Oggi giocare per dare loro quelle emozioni è una sensazione speciale per me”.
Oltre al sogno collettivo della Serie A, Iemmello insegue un traguardo personale: raggiungere i 100 gol con la maglia del Catanzaro. Attualmente a quota 79, l’obiettivo è fissato. “Mi mancano 21 gol, lo so, è un mio obiettivo. Se non ce la farò in questo campionato, ne farò uno in più…”, ha dichiarato con determinazione.
Il capitano ha poi parlato del futuro tecnico della squadra, mostrando piena fiducia nelle scelte della dirigenza, in particolare del direttore sportivo Polito, definito una figura chiave per la sua permanenza e per la continuità del progetto. Secondo Iemmello, la squadra necessita di un allenatore con caratteristiche simili a quelle di Alberto Aquilani, capace di proporre un calcio coraggioso e valorizzare le qualità dei giocatori, come avvenuto nella scorsa stagione.
Infine, uno sguardo ai giovani talenti e all’evoluzione della Serie B. L’attaccante ha elogiato calciatori come Cisse e Liberali, auspicando che il calcio italiano trovi la forza di puntare su di loro. Ha inoltre apprezzato la tendenza di molte squadre a giocare un calcio più propositivo, una filosofia che lui stesso ha sempre cercato e che lo stimola a continuare a divertirsi in campo.






