Alberto è un risolutore di problemi. Quando un calciatore riceve una chiamata per un trasferimento improvviso, contatta lui, che in poche ore organizza traslochi in tutta Europa, percorrendo fino a novemila chilometri a settimana.
L’attività è iniziata una dozzina di anni fa grazie alla moglie di un giocatore del Genoa. Da allora, il passaparola e un’attenta osservazione del calciomercato hanno trasformato la sua impresa in un punto di riferimento per atleti e procuratori. Alberto spesso anticipa le necessità dei giocatori, contattandoli direttamente.
Durante le finestre di mercato, la sua azienda gestisce circa trenta traslochi al mese. Il servizio è completo e include anche l’imballaggio, un aiuto cruciale per atleti che lasciano una città senza ancora conoscere la destinazione successiva. A volte i beni di un giocatore, come la palestra di Kevin De Bruyne, restano in deposito per mesi in attesa di una sistemazione definitiva.
Le esigenze dei calciatori sono diverse da quelle di un cliente comune. Si trasportano mobili di design, arredi costosi e guardaroba dal valore di decine di migliaia di euro. L’attenzione al dettaglio è massima. Alberto ha raccontato di aver gestito il posizionamento di tre antiche anfore nel giardino di De Bruyne tramite una videochiamata con il suo architetto e di aver smontato pezzo per pezzo una Jacuzzi da dieci posti.
La vera difficoltà, tuttavia, risiede nei chilometri. Recentemente un operatore ha effettuato un viaggio Monza-Palermo per un trasloco, per poi tornare a Monza in aereo, prendere l’auto del calciatore e guidarla fino in Sicilia. La fiducia è un elemento chiave: molti atleti, scottati da esperienze passate, non chiedono nemmeno più un preventivo, fidandosi del passaparola.
Non mancano i gesti di gratitudine. Le compagne dei calciatori offrono spesso pranzi o mance sostanziose. La moglie di Riccardo Marchizza, durante un trasferimento, ha interrotto le operazioni per offrire il gelato a tutti. Alcuni giocatori, come Alexander Stankovic, hanno perfino insistito per aiutare, costringendo Alberto a fermarli per evitare infortuni.
Con il tempo, questi rapporti professionali si sono trasformati in amicizia. Alberto è stato invitato a serate da Filip Djuricic e ha assistito a una partita di Champions League grazie a Davide Zappacosta. La maggior parte dei giocatori regala la propria maglia e una foto ricordo, simbolo di un legame che va oltre il semplice servizio.











