Imballaggi: l’UE impone tracciabilità e nuove etichette

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Tracciabilità digitale
Tracciabilità digitale

La nuova normativa dell’Unione Europea sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio imporrà “un cambio di paradigma molto netto, una vera e propria rivoluzione”. Lo ha affermato Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda specializzata in software per la crescita sostenibile, delineando gli impatti che il regolamento avrà sull’intera filiera.

“L’imballaggio non sarà più trattato come un accessorio del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che su quello informativo”, ha spiegato Dimaria. In altre parole, ogni packaging dovrà essere tecnicamente conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili.

La direzione è chiara: si andrà verso un sistema di etichettatura armonizzato a livello europeo. L’obiettivo è rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione della confezione e delle corrette modalità di smaltimento, uniformando i processi in tutta l’Unione.

Sul fronte della tracciabilità, il cambiamento sarà ancora più significativo. Il regolamento prevede che ogni articolo sia marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. “Viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. L’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria identità, non più soltanto fisica, ma anche digitale”, ha sottolineato l’esperto.

Non si tratta solo di applicare un codice. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale”, ha avvertito Demaria. I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una “Dichiarazione di Conformità UE”.

La conservazione di questi documenti sarà obbligatoria per 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con l’obbligo di metterli a disposizione delle autorità competenti su richiesta.

Il calendario per l’adeguamento è molto serrato. Sebbene il regolamento sia entrato in vigore a febbraio 2025, la data cruciale sarà il 12 agosto 2026. Da quel giorno, solo gli imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato europeo. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028, mentre dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni per il packaging riutilizzabile.

L’impatto sarà enorme. Le sfide principali per le aziende, soprattutto quelle italiane, riguarderanno la complessità operativa e la gestione dei dati, che spesso non sono disponibili in modo strutturato.

“La gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità”, ha concluso Dimaria. Le tecnologie digitali centralizzate saranno fondamentali per raccogliere informazioni e gestire la documentazione. Chi si adeguerà per tempo non solo sarà conforme alla normativa, ma diventerà anche più competitivo in un mercato sempre più orientato a trasparenza e responsabilità.

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