Imprenditore ed ex assessore accusati di ricettazione

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GRAZZANISE – L’inchiesta della Dda sui Mezzero ha tirato in ballo anche l’imprenditore Andrea Adinolfi, patron dell’omonima tenuta, e Carmine Munno, ex assessore di S. Maria Capua Vetere, attivista politico con il partito ‘Animalista’ (che ha presentato liste in varie competizioni comunali).

La Dda contesta ai due, indagati a piede libero, il reato di ricettazione. Avrebbero ricevuto due autocarri Iveco e un trattore agricolo che erano stati rubati nel marzo dell’anno scorso. Presunta condotta illecita che avrebbero commesso con Davide Grasso e Flori Zmakaj. Ancora ai quattro, con l’aggiunta di Alin Ionut Halungescu e Michele Bifulco, è contestata un’altra ipotesi di ricettazione. Per quale ragione? Perché avrebbero ricevuto 150 rotoli di guaina impermeabilizzante, di provenienza delittuosa. Nello specifico, Adinolfi avrebbe aiutato ad occultare questo materiale e in un’area di sua proprietà; Halungescu, invece, afferma la Procura, si è attivato per cederlo a terzi.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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