Inter, Arnautovic: ‘Nel 2010 quasi arrestato due volte’

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Cronache Mercato
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Marko Arnautovic ha rievocato uno dei momenti più iconici della storia recente dell’Inter: la conquista del Triplete nel 2010. Nel corso di un’intervista, l’attaccante austriaco, che ha vestito la maglia nerazzurra in due diverse fasi della sua carriera, ha condiviso alcuni aneddoti esilaranti legati ai festeggiamenti dopo la finale di Champions League vinta a Madrid contro il Bayern Monaco.

La notte del Santiago Bernabéu è stata un’esplosione di gioia incontenibile per la squadra di José Mourinho. Dopo il fischio finale, i giocatori si sono riversati in campo per celebrare. L’attaccante ha raccontato di aver cercato disperatamente una bandiera austriaca per partecipare ai festeggiamenti, ma senza successo. In un impeto di euforia, ha notato un gruppo di tifosi che lo chiamavano da dietro una delle porte.

Senza pensarci due volte, ha deciso di scavalcare le barriere e saltare in mezzo a loro, in un gesto che lui stesso ha definito “completamente fuori di testa”. Il problema è sorto quando ha cercato di tornare sul terreno di gioco. Gli steward, non riconoscendolo e vedendolo senza accredito, lo hanno scambiato per un tifoso che tentava un’invasione di campo.

La situazione è degenerata rapidamente: è intervenuta la polizia, che lo ha immobilizzato a terra. Fortunatamente, un viceallenatore della squadra è accorso in suo soccorso, chiarendo l’equivoco e spiegando agli agenti che si trattava di un calciatore dell’Inter. Solo così ha evitato quello che sarebbe stato il suo primo quasi-arresto della serata.

Le peripezie, però, non sono finite lì. Dopo i festeggiamenti nello spogliatoio, i giocatori si sono diretti verso il pullman della squadra. Pensando di essere il primo ad arrivare, ha invece trovato Mario Balotelli già seduto al suo posto, tranquillamente al telefono. Per fargli uno scherzo, si è avvicinato di soppiatto e ha colpito con forza il finestrino per spaventarlo.

La reazione non è stata quella sperata. Il forte rumore ha attirato l’attenzione di un’altra pattuglia di polizia presente sul posto. Ancora una volta, scambiato per un facinoroso, si è ritrovato a terra, bloccato dagli agenti. E ancora una volta, è stato il provvidenziale intervento dello stesso viceallenatore a salvarlo da un arresto quasi certo.

Il membro dello staff tecnico, a quel punto, gli ha ordinato di salire sul bus e di non muoversi più. Ma l’esuberanza del giocatore non si è placata. In un momento di follia, è sceso di nuovo dal pullman nerazzurro e ha notato quello del Bayern Monaco, i rivali appena sconfitti.

Spinto da un impulso irrefrenabile, è salito sul bus della squadra tedesca. Ha attraversato il corridoio tra i giocatori avversari, attoniti, e si è diretto verso l’allenatore Louis van Gaal, augurando a tutti buona fortuna, come se nulla fosse. Ha ammesso che all’epoca era un giocatore quasi sconosciuto e che nessuno su quel pullman sapeva chi fosse, rendendo la scena ancora più surreale. Un episodio che, a distanza di anni, testimonia l’atmosfera folle e indimenticabile di quella notte leggendaria.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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