Fabio Capello, dalle colonne de *La Gazzetta dello Sport*, ha offerto la sua lucida analisi sulla recente vittoria dell’Inter in Champions League, ottenuta contro la formazione dello Shakhtar Donetsk. L’ex allenatore non ha usato mezzi termini per descrivere una prestazione a due facce, mettendo in luce le criticità e il potenziale ancora inespresso della squadra guidata da Simone Inzaghi.
Secondo il parere di Capello, non è sufficiente giocare ad alta intensità solo per l’ultima mezz’ora di gara. “Ancora una volta, l’Inter ha approcciato il primo tempo camminando”, ha affermato, descrivendo un atteggiamento troppo passivo e attendista. “La squadra è apparsa sempre sotto ritmo e senza pressing, con un solo tiro in porta”. Il giudizio sulla prima ora di gioco è stato netto: “Ho visto una brutta Inter, una formazione amorfa fino al 60’”.
Il punto di svolta, per l’esperto commentatore, è arrivato con le sostituzioni decise dalla panchina. Da quel preciso momento, il volto della squadra è cambiato radicalmente, mostrando un’energia completamente diversa. “Tutto è cambiato con gli ingressi decisi dall’allenatore”, ha spiegato Capello. “Da quel momento si sono visti più nerazzurri darsi da fare e questo ha portato inevitabilmente a un’Inter diversa”, un collettivo finalmente determinato a conquistare la partita.
L’ex tecnico ha comunque apprezzato la grande capacità di reazione mostrata nel concitato finale, un carattere emerso con forza soprattutto dopo l’espulsione di Bastoni. Ha definito “bella la reazione” del gruppo e “bellissimo l’assist di Mkhitaryan sul grande goal di Carlos Augusto”. Un plauso speciale è stato riservato anche a Lautaro Martinez, la cui parata nel corso del match “può essere considerata decisiva” ai fini del risultato finale.
Nonostante la vittoria, il dubbio principale per Capello rimane irrisolto. “Ancora, però, non capisco perché il risveglio arrivi sempre tardi, perché questa squadra abbia sempre bisogno di una scossa per svegliarsi”. Il risultato è maturato quando si iniziava a pensare a un pareggio, ma avrebbe potuto essere anche un 2-0 con l’occasione capitata a Mkhitaryan. “Torno all’aspetto principale, perché mi resta impresso questo primo tempo, senza gioco e dribbling”.
In conclusione, l’analisi di Capello si è trasformata in un monito diretto a Inzaghi, invitandolo a lavorare su questi cali di tensione. “Siamo abituati a vedere l’Inter dominante soprattutto in casa e invece non è stata pericolosa per niente”. Poca aggressività, nessuna manovra con giro-palla veloce e pochi movimenti senza pallone sono i difetti da correggere. Il commento finale è una metafora eloquente: “È una macchina che va sempre in terza e solo alla fine mette la quinta. Forse i nerazzurri giocano sapendo di essere una squadra forte e convinti che tutto si risolva strada facendo”.






