L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha concesso una lunga intervista in cui ha affrontato i temi della gestione del gruppo e del percorso dei singoli giocatori. Il tecnico ha offerto una visione chiara della sua filosofia e ha analizzato la situazione di diversi elementi della rosa.
Sul tema dei cartellini gialli, ha spiegato di non avere un approccio preconcetto. Ha affermato di valutare ogni situazione singolarmente, senza togliere per forza un ammonito, ma chiedendo responsabilità ed esperienza ai suoi giocatori per gestire la partita.
Ha poi parlato dei nuovi acquisti inglesi. Spence si allena regolarmente con il gruppo da una settimana, mentre Jones sta completando la fase di riatletizzazione. Chivu ha sottolineato come entrambi si siano integrati perfettamente, elogiando la loro personalità e il loro modo di fare, simile a quello del resto della squadra.
Un passaggio importante ha riguardato i portieri, un ruolo esposto a giudizi severi. Ha paragonato l’errore di un portiere a quello di un attaccante, evidenziando la disparità di giudizio e la difficoltà nel mantenere l’autostima. Su Martinez, ha espresso piena fiducia: lo ha descritto come un professionista che si assume le proprie responsabilità e che ha sempre reagito bene dopo un errore, considerandolo più che pronto. Ha aggiunto di sperare che la convocazione in Nazionale possa migliorare la percezione esterna su di lui.
Il tecnico si è soffermato sul percorso di Diouf, impiegato in un ruolo non suo. Ha lodato l’applicazione e la voglia di migliorare del ragazzo, che dedica molto tempo all’analisi video per apprendere i movimenti senza palla. Pur riconoscendo che il processo è lungo e richiede tempo, ha dato un “10 e lode” al suo atteggiamento, soprattutto considerando le critiche ricevute in passato.
Per quanto riguarda Pio Esposito, l’allenatore ha evidenziato una crescita costante e decisiva, sia nel club che in Nazionale. Ha dichiarato di non considerarlo più un semplice giovane, ma un giocatore che sta consolidando il suo percorso in Serie A, grazie anche a una forte autostima che lo aiuta a rimanere con i piedi per terra.
Infine, ha analizzato la situazione di Aleksandar Stankovic. Lo ha definito un playmaker di qualità, con un ottimo piede, che deve ancora migliorare nei tempi di gioco. Ha ricordato il suo percorso, dal coraggio di andare in Svizzera all’esperienza in Champions con il Bruges. Chivu ha concluso spiegando che davanti a lui ci sono giocatori come Çalhanoğlu e Zieliński, ma se Stankovic manterrà alta l’intensità e la voglia di crescere, la sua occasione arriverà.





