L’allenatore dell’Inter Primavera, Cristian Chivu, ha espresso grande soddisfazione al termine della partita vinta per 2-1 contro la Fiorentina, valida per l’ottava giornata di campionato. Il tecnico ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando come la vittoria sia stata il giusto premio per la qualità del gioco espresso e per la tenacia dimostrata.
Nonostante la squadra sia andata in svantaggio a causa di un tiro dalla lunga distanza, Chivu ha voluto sgombrare il campo da ogni critica. “Siamo andati sotto con un tiro da 30 metri, ma non ho nulla da rimproverare ai ragazzi per l’interpretazione della gara e la qualità messa in campo”, ha dichiarato l’allenatore.
Ha poi aggiunto di aver sperato fino all’ultimo nel gol della vittoria, perché la squadra lo meritava pienamente per quanto costruito durante i novanta minuti. “Anche se la partita fosse finita 0-1, avrei detto le stesse cose. Oggi i ragazzi meritano tutti i nostri complimenti per la lucidità mantenuta e per aver dato tutto fino al fischio finale”.
L’analisi si è poi spostata sulle scelte tattiche che hanno contribuito a ribaltare il risultato. Chivu ha spiegato la logica dietro l’impiego di alcuni giocatori, come Bonny, scelto per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. “Con Pio in campo era più semplice per i loro centrali. Abbiamo scelto di dare più dinamismo da entrambe le parti, ma non riuscivamo a sbloccarla”.
Il tecnico ha evidenziato come la strategia prevedesse di sfruttare le fasce per allargare la difesa viola. “Sapevamo che era una gara da fare sulle corsie esterne e che bisognava aprirli un po’ di più”, ha proseguito. La mossa decisiva è stata l’inserimento di Lavelli, pensata per aumentare la presenza in area di rigore: “Dovevamo riempire meglio l’area, la sua entrata nasce anche per quello”.
Un passaggio fondamentale delle sue dichiarazioni ha riguardato la forza mentale del gruppo. Chivu ha parlato di “determinanti ingiustizie” che non hanno scalfito la determinazione della squadra nel cercare di riprendere la partita, un segnale della grande maturità dei suoi giovani calciatori. La capacità di non abbattersi è un marchio di fabbrica che l’allenatore vuole instillare nei suoi.
“Il calcio è questo, basta non abbattersi e mantenere la stessa mentalità”, ha affermato con convinzione. Questo approccio è un principio cardine della sua filosofia: “Da quando sono arrivato, ho sempre detto che le gare durano 90 minuti. Voglio vedere gente che ci crede fino alla fine, ed è quello che stiamo facendo”. Chivu ha poi minimizzato il tema delle rimonte, considerandole parte integrante del gioco: “Ci saranno partite in cui non riusciremo a rimontare, ma anche altre in cui andremo in vantaggio e subiremo. Per ora abbiamo fatto abbastanza bene”, ha concluso.



