L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha presentato in conferenza stampa la sfida contro il Parma, la prima dopo la sosta per le nazionali. Il tecnico ha avuto a disposizione la rosa al completo solo nelle ultime ore, un fattore che influenzerà le sue scelte.
Il tema principale è stato la gestione delle energie dei giocatori reduci dagli impegni internazionali. “Non possiamo ignorare i minutaggi accumulati in nazionale e rischiare infortuni”, ha spiegato Chivu. Ha aggiunto però che la squadra possiede atleti abituati a giocare ogni tre giorni e che ogni decisione dipenderà dal momento, dall’avversario e dall’equilibrio generale.
Interrogato sul ruolo di favorita, l’allenatore ha evitato l’etichetta di “anti-Inter” che viene spesso attribuita alla sua squadra. “Perché non si parla di anti-Roma o anti-Como? Noi sappiamo chi siamo, non serve che altri ce lo ricordino. È troppo presto per questi discorsi, siamo solo ad ottobre”, ha dichiarato, smorzando i toni.
Per quanto riguarda i singoli, è stata confermata la prima convocazione per Djed Spence. “Si allena con noi da una settimana, ma non possiamo dimenticare che è assente dai campi da due mesi. Sarà a disposizione”, ha detto Chivu, senza sbilanciarsi su un suo possibile impiego. Massima riservatezza anche sul portiere titolare: “Se giocherà Provedel? Lo vedrete”.
Il tecnico ha poi difeso Hakan Calhanoglu, criticato in Turchia per non aver assistito a una partita della sua nazionale. “È stata una mia decisione. Avevo fissato l’allenamento nel pomeriggio, era il suo primo rientro in gruppo e volevo che fosse presente”, ha chiarito.
Chivu ha mostrato fiducia nei giovani come Dejan Stankovic, finora poco impiegato. “Sappiamo quanto è importante Hakan in quel ruolo, ma siamo curiosi di vedere anche Ale. Lavora seriamente e prima o poi farà vedere di che pasta è fatto”. Ha inoltre smentito l’esistenza di un “caso Sucic”, spiegando che il suo inserimento è stato solo rallentato da alcuni imprevisti.
Infine, un commento positivo sulla duttilità di Andy Diouf, schierato come terzino dalla nazionale francese. “Mi è anche piaciuto in un ruolo completamente nuovo. Per un giocatore è fondamentale capire che non ci si deve legare a una posizione fissa. Più cose si sanno fare, meglio è”, ha concluso Chivu.



