L’Inter ha incassato la prima sconfitta stagionale, un pesante 4-3 casalingo contro il Bruges che ha fatto suonare più di un campanello d’allarme. La serata è stata segnata da due prime volte storiche: una squadra belga ha segnato quattro gol a un’italiana in Champions League e i nerazzurri hanno perso quattro partite di fila nella competizione. A festeggiare sotto la Curva Sud è stato Nicolò Tresoldi, autore di una tripletta per gli ospiti.
Un dato su tutti evidenzia le difficoltà attuali: i 14 gol subiti nelle prime otto partite ufficiali. Un numero che nella scorsa stagione è stato raggiunto solo dopo sedici gare, e nelle annate precedenti addirittura dopo 20 e 26 partite giocate.
Ora la squadra è chiamata a trasformare questa battuta d’arresto in una lezione, ripartendo da umiltà ed equilibrio. Bisognerà lavorare sulla fase di non possesso e mantenere la calma nei giudizi, evitando il disfattismo dopo aver evitato eccessivi entusiasmi in precedenza. Sarebbe un errore avviare la caccia al colpevole. L’uscita a vuoto del portiere Josep Martinez sull’1-2 ha cambiato l’inerzia della partita, ma è arrivata subito dopo un’occasione mancata da Lautaro Martinez, autore comunque di una doppietta.
Vincere la Champions League, più che un sogno, appare al momento un’utopia. Pur essendo competitiva in Italia, la squadra ha mostrato un livello non paragonabile a quello dei campioni nazionali dei principali tornei europei. Nel post-partita, l’allenatore Cristian Chivu si è assunto le proprie responsabilità, ma la sua analisi più importante ha riguardato l’assetto della squadra. Il tecnico ha ammesso la necessità di cambiare qualcosa a livello tattico e mentale, un’esigenza di cui era già consapevole e per cui ora dovrà trovare una soluzione.
I tre difensori centrali, Bisseck, Akanji e Bastoni, hanno concluso l’incontro in evidente affanno, sintomo di una formazione troppo lunga e scollegata tra i reparti. I ritmi europei sono diversi, come dimostra il rendimento differente di elementi come Dimarco e Zielinski tra campionato e coppa. Una possibile soluzione potrebbe essere l’impiego di Carlos Augusto come esterno per garantire maggiore copertura.
Col senno di poi, emerge il dubbio sulle scelte del mercato estivo: forse sarebbe stato più utile investire su un difensore come Cristian Romero o Trevoh Chalobah, invece che su un centrocampista come Curtis Jones. È inutile guardarsi indietro, ma i problemi difensivi non sono circoscritti all’Europa, come hanno dimostrato i rischi corsi contro Napoli e Roma. Il prossimo esame è in programma sabato a Bologna, un campo che evoca brutti ricordi, contro una squadra guidata da Raffaele Palladino, un tecnico che ha già saputo mettere in difficoltà l’assetto nerazzurro.



