Salendo sull’aereo che a metà agosto l’ha riportato in Serie A, Djed Spence ha inaugurato un nuovo capitolo della sua carriera. Ha lasciato Londra con la promessa di portare a Milano le sue doti di velocista e dribblatore, un profilo cercato a lungo dal club durante l’estate per la sua spinta offensiva e l’attenzione in fase difensiva.
La sua propensione al ripiegamento sarà preziosa per la squadra. Molti ricordano ancora il suo recupero su Simeone nella semifinale del Mondiale, un esempio della sua rapidità al servizio del collettivo. La sua presenza garantirà alternative preziose in un calendario sempre più fitto.
Un altro aspetto fondamentale è la sua duttilità, molto apprezzata dal tecnico Chivu. Spence, infatti, può essere impiegato con efficacia anche sulla fascia sinistra, dove attualmente opera Dimarco. Questa intercambiabilità permetterà all’allenatore di avere più soluzioni tattiche, trasformando il titolare di destra in una valida alternativa anche sulla corsia opposta.
Nonostante le grandi aspettative, Spence non ha ancora avuto modo di esordire in Serie A. Il suo campionato inizierà a metà ottobre contro il Parma, in una cornice prestigiosa come San Siro, stadio che finora ha conosciuto solo dalla tribuna.
L’obiettivo è stato fissato: dalla prossima settimana, l’esterno inizierà a lavorare con il resto del gruppo ad Appiano Gentile. Fino a quel momento, continuerà il suo programma di recupero personalizzato, ormai giunto alle fasi conclusive.
L’investimento estivo lo proietta come erede della corsia destra. Una condizione fisica non ottimale, dopo un Mondiale dispendioso, gli ha però negato la partecipazione alle prime cinque giornate di campionato e all’esordio in Champions League, ma avrà modo di rifarsi.
Il suo trasferimento è stato certificato da una spesa di 30 milioni di euro più 5 di bonus, cifra che ha convinto il Tottenham a cederlo. Questo lo rende l’acquisto più caro dell’estate nerazzurra, a pari merito con Curtis Jones. Oltre all’aspetto economico, è stata decisiva la volontà del giocatore.
In Premier League non avrebbe più trovato lo spazio desiderato, soprattutto dopo il rinnovo di Pedro Porro che gli ha chiuso la porta della titolarità. A 26 anni, Spence non voleva rinunciare a un ruolo da protagonista e all’opportunità di giocare la massima competizione europea.
Questa ambizione l’ha spinto verso la Serie A, un campionato che aveva già conosciuto brevemente durante un prestito di sei mesi al Genoa a inizio 2024. Il suo percorso di riatletizzazione è ormai quasi completato e il debutto al Meazza è fissato.








