L’ex attaccante dell’Inter, ora libero sul mercato dopo la conclusione del suo contratto con il Galatasaray, si è raccontato in una recente intervista, parlando del suo futuro e aprendo a un clamoroso ritorno in Italia. “Sono stato spesso descritto come personaggio, prima che come calciatore”, ha dichiarato, volendo smentire le critiche e dimostrare sul campo il suo valore a chi non crede più in lui.
L’attaccante ha spiegato la sua attuale situazione da svincolato, una condizione che non si aspettava. Ha però precisato di aver rifiutato alcune offerte perché preferisce attendere un progetto tecnico in cui credere fino in fondo, piuttosto che accettare una destinazione qualsiasi pur di giocare.
Il sogno di rivestire la maglia nerazzurra è più vivo che mai. “Tornare sarebbe speciale”, ha confessato. Ha ricordato gli anni importanti a Milano, l’onore della fascia di capitano e il legame profondo con il club. Ha definito il suo addio “doloroso” e ha espresso il desiderio di poter chiudere il cerchio in un modo diverso. Un’eventuale seconda avventura, però, dovrà basarsi su una convinzione reciproca e un obiettivo comune, perché il suo ritorno sarebbe finalizzato solo a essere utile e a vincere.
Riflettendo sul passato, ha ammesso che oggi gestirebbe diversamente alcuni momenti difficili, soprattutto nel finale della sua esperienza a Milano. La perdita della fascia di capitano lo ha ferito profondamente. In quel periodo, ha rivelato di aver giocato con infiltrazioni a ogni partita a causa di un serio problema al ginocchio, e il fatto che il suo infortunio fosse stato messo in dubbio è stato difficile da accettare. Riconoscere quegli errori, ha spiegato, è un segno di maturità.
La nostalgia per l’Italia è un tema ricorrente. “Mi manca molto. Lì sono cresciuto come uomo e come calciatore”, ha detto. Della Serie A apprezza la cura maniacale per i dettagli, definendola una grande scuola tattica. Per un centravanti, ha aggiunto, trovare spazio contro le difese italiane resta una sfida affascinante e stimolante, che richiede grande intelligenza.
Non mancano i ricordi indelebili, come le emozioni del derby della Madonnina e le reti decisive, tra cui una tripletta e un gol al 92′. Anche la notizia della demolizione di San Siro lo ha toccato: “Contiene una parte di me”. Se dovesse affrontare la sua ex squadra da avversario, sarebbe una partita speciale, ma ha assicurato che darebbe il massimo per la sua nuova maglia. L’obiettivo è chiaro: trovare un progetto serio che lo coinvolga. “Sono nato pronto”, ha concluso. “Aspetto solo un nuovo fischio d’inizio”.



