Un episodio ha infiammato la partita tra Inter e Fiorentina, lasciando un’ondata di polemiche e interrogativi sulla gestione arbitrale. La squadra di casa, in svantaggio per 1-0 a causa di una rete di Alex Jimenez al 65′, ha visto negarsi una cruciale opportunità dal dischetto in una situazione apparsa molto chiara.
Al 68′, con l’Inter impegnata a esercitare la massima pressione per trovare il pareggio, l’azione si è sviluppata sulla fascia destra. Marcus Thuram ha ricevuto palla al vertice dell’area di rigore, trovandosi di fronte il difensore viola Viery. Con un rapido gioco di gambe, l’attaccante francese ha spostato la palla, inducendo il difensore a un intervento in ritardo.
Il contatto è apparso subito netto: la gamba di Viery non ha toccato il pallone, ma ha impattato direttamente su quella dell’avversario, provocandone la caduta. Inizialmente, l’arbitro Maurizio Mariani ha avuto un gesto inequivocabile, indicando il dischetto e scatenando l’esultanza dei giocatori di casa.
Tuttavia, dopo pochi istanti e senza un consulto al monitor, il direttore di gara ha clamorosamente cambiato idea. Con un gesto altrettanto chiaro, ha segnalato che il gioco poteva proseguire, tra lo stupore e le vibranti proteste di tutta la panchina e dei calciatori in campo.
Dalla sala VAR di Lissone, l’addetto Fabbri ha scelto di non intervenire, ritenendo l’errore non “chiaro ed evidente” da giustificare un richiamo. Questa scelta ha aderito a un metro di giudizio che predilige un’asticella alta per l’intervento tecnologico, ma che in questo caso ha lasciato perplessi molti osservatori.
L’analisi post-partita ha confermato i dubbi emersi in diretta. Esperti e commentatori sono stati concordi nel definire la decisione una svista. L’ex allenatore Andrea Stramaccioni ha commentato con fermezza: “Un contatto del genere è fallo in ogni zona del campo, non ci sono dubbi che fosse rigore”.
Ancora più tecnica l’analisi dell’ex arbitro Luca Marelli, che ha sottolineato la criticità della situazione. “Capisco la volontà di mantenere una linea permissiva, ma ci sono errori che vanno corretti”, ha spiegato Marelli. “Il giocatore ha anticipato nettamente l’avversario, il quale ha allargato la gamba trovando solo l’uomo. Il contatto c’è e il VAR aveva il dovere di intervenire per sanare un palese errore di valutazione”. L’episodio ha riaperto il dibattito sull’uniformità di giudizio nel calcio.



