La società di analisi Wood Mackenzie ha pubblicato la sua classifica aggiornata dei più grandi produttori di inverter solari al mondo. Il rapporto ha messo in luce le dieci aziende che, insieme ad altre tredici, rappresentano circa il 90% delle forniture globali di questi componenti essenziali per gli impianti fotovoltaici.
A guidare la classifica sono le aziende cinesi Huawei e Sungrow, a pari merito, confermando una leadership che dura da oltre un decennio. Al terzo posto si è posizionata la tedesca SMA, seguita dall’austriaca Fronius, segnando un forte ritorno delle storiche aziende europee ai vertici del settore. La top ten si completa con Ginlong/Solis (Cina), GoodWe (Cina), SolarEdge (Israele), TMEIC (Giappone), Aiswei/Solplanet (Cina) ed Enphase (USA).
Per stilare la graduatoria, Wood Mackenzie ha valutato le aziende sulla base di otto criteri. Un peso preponderante, pari al 30%, è stato attribuito ai fattori ambientali, sociali e di governance aziendale (noti come ESG). Altri elementi chiave sono stati il servizio di assistenza post-vendita, gli investimenti in ricerca e sviluppo e la stabilità della catena di fornitura, ciascuno con un peso del 15%.
Il mercato degli inverter fotovoltaici sta attraversando una fase di assestamento. Dopo i volumi record del 2024, gli analisti prevedono una leggera flessione, con un calo del 2% entro la fine del 2025 e di un ulteriore 9% nel 2026. Questa contrazione è attribuita principalmente ai cambiamenti normativi e ai nuovi regimi di incentivazione in mercati cruciali come Cina, Europa e Stati Uniti.
In questo scenario, la competitività non si misura più solo sui volumi di vendita. L’innovazione è diventata l’ingrediente fondamentale per il successo. Non basta più offrire prodotti performanti; è necessario investire costantemente in ricerca e sviluppo per rimanere al passo con l’evoluzione tecnologica. Otto delle prime dieci aziende in classifica, infatti, reinvestono oltre il 6% del loro fatturato in R&S, ampliando il proprio portafoglio di brevetti.
Un altro dato significativo che emerge dal rapporto riguarda la sostenibilità e l’affidabilità. Sei delle prime dieci aziende hanno ottenuto una valutazione EcoVadis di livello Silver o superiore per le loro pratiche ambientali, lavorative, etiche e di acquisto sostenibile. Inoltre, tutti i principali produttori offrono garanzie sui loro prodotti di 20 anni o più, un chiaro segnale della maggiore fiducia nella durata e nell’efficienza dei loro dispositivi.
Infine, il rapporto ha evidenziato un cambiamento strategico nella geografia della produzione. In risposta alle nuove dinamiche del commercio globale e all’aumento delle politiche protezionistiche, i leader del settore stanno diversificando le loro sedi produttive. Quattro dei primi dieci produttori dispongono di stabilimenti in varie regioni del mondo, tra cui Europa, India e Stati Uniti. Questa strategia di “assemblaggio regionalizzato” consente di rispettare i requisiti di contenuto locale, superare le barriere all’importazione e garantire una maggiore stabilità della fornitura.























