Ischia, maxi sequestro a Montegatto: una villa abusiva da 12mila metri quadri sventata sul Sentiero delle Baie

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

BARANO D’ISCHIA – La bellezza mozzafiato dell’isola, con le sue spiagge dorate e i promontori a picco sul mare, si prepara ad accogliere i turisti per il lungo weekend di Pasqua del 2026. Eppure, sotto questa cartolina idilliaca, le ferite del passato bruciano ancora. Le scene drammatiche di quando la natura, ferita e oltraggiata, si è ripresa con violenza i suoi spazi, sono una memoria indelebile che dovrebbe fungere da monito perenne. È in questo contesto, tra la meraviglia e il pericolo, che si inserisce la lotta senza quartiere dei Carabinieri della stazione di Barano contro la piaga dell’abusivismo edilizio, un cancro che divora il territorio non solo a Ischia, ma in gran parte del Paese.

L’attenzione dei militari, coordinati dalla Compagnia di Ischia, è massima. I controlli nei porti per arginare l’over tourism e le locazioni irregolari sono costanti, ma è sul fronte del cosiddetto “zoning violation” che si combatte una delle battaglie più cruciali per il futuro dell’isola. Si tratta di una guerra silenziosa, fatta di analisi certosine delle carte, di ispezioni sul campo e, sempre più spesso, di tecnologia. I carabinieri perlustrano il territorio non solo con le pattuglie, ma anche con gli occhi elettronici dei droni, capaci di offrire una visione a 360 gradi dall’alto, e setacciando le mappe satellitari sul web, confrontando lo stato attuale dei luoghi con le fotografie aeree degli anni passati. Un lavoro meticoloso per scovare ogni singola, illegale, colata di cemento.

L’ultima operazione ha portato i militari in una delle perle dell’isola: la località “Montegatto”, un’area di inestimabile valore naturalistico, famosa in tutto il mondo per il “Sentiero delle Baie”, un percorso escursionistico che si snoda tra vigneti terrazzati, querce secolari e fichi d’india. Proprio lì, dove il paesaggio è tutelato da rigidissimi vincoli, qualcuno stava coltivando un sogno proibito: la costruzione di quella che, nelle intenzioni, sarebbe dovuta diventare una sfarzosa villa in stile californiano.

L’intervento, condotto in sinergia con il personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Barano e gli agenti della Polizia Locale, ha interrotto uno scempio in pieno svolgimento. Su un’area di ben 12mila metri quadrati, dove potrebbero crescere solo i preziosi vigneti ischitani, i militari hanno scoperto un cantiere abusivo di proporzioni colossali. Dieci manufatti illegali, di cui cinque ancora allo stato grezzo, pronti per essere completati. E poi sessanta metri lineari di muri di contenimento in cemento armato, terrazzamenti già pavimentati, tettoie, pergolati e imponenti lavori di sbancamento e estrazione di roccia che avevano già alterato profondamente il profilo della collina.

Uno sfregio inaccettabile. L’intera area è stata immediatamente posta sotto sequestro penale. La motivazione, tecnica ma drammatica nella sua essenza, parla di “irreversibile trasformazione orografica del territorio”. In altre parole, il danno ambientale e paesaggistico è così grave da non poter essere sanato. Il proprietario del terreno, un uomo del posto che evidentemente anteponeva il proprio interesse privato alla sicurezza e alla bellezza collettiva, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. L’operazione di oggi non è solo un atto di repressione, ma un messaggio forte e chiaro: la tutela del territorio è una priorità assoluta e non ci sarà tregua per chi, con cemento e ruspe, attenta al patrimonio inestimabile dell’isola d’Ischia.

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