Il 2025 ha segnato una svolta storica per il panorama energetico italiano. Per la prima volta, l’energia prodotta dal fotovoltaico ha superato quella generata dall’idroelettrico, diventando la principale fonte rinnovabile del Paese. Questo sorpasso testimonia la rapida ascesa della tecnologia solare e ridefinisce gli equilibri della transizione ecologica nazionale.
Nei primi undici mesi dell’anno, le fonti energetiche pulite hanno dimostrato la loro crescente importanza, arrivando a soddisfare il 41,7% del fabbisogno elettrico totale, che si è attestato a 284,3 miliardi di kilowattora. Un risultato significativo che consolida il percorso dell’Italia verso una maggiore indipendenza dai combustibili fossili e il raggiungimento degli obiettivi climatici.
Protagonista assoluto di questa trasformazione è stato il settore fotovoltaico, che ha contribuito con una produzione di 42,5 miliardi di kilowattora. Questo dato non solo ha permesso di superare lo storico primato dell’idroelettrico, fermatosi a 38,5 miliardi di kilowattora, ma ha anche evidenziato l’enorme potenziale del solare in un territorio come quello italiano. L’energia eolica ha fornito invece un apporto di 19,7 miliardi di kilowattora, registrando un leggero aumento rispetto al 2024 ma senza lo stesso slancio del fotovoltaico. Quote minori, ma comunque rilevanti, sono arrivate dalle biomasse e dalla geotermia.
Tuttavia, l’analisi delle nuove installazioni rivela un quadro più complesso. Sebbene siano stati aggiunti 5.798 megawatt di nuova potenza fotovoltaica, questo valore indica un leggero rallentamento rispetto al ritmo di crescita osservato nel 2024. La tendenza solleva interrogativi sulla capacità del sistema di mantenere un’espansione accelerata, necessaria per rispettare le scadenze europee.
A livello geografico, lo sviluppo di nuovi impianti solari non è stato uniforme. La Sicilia si è confermata la regione più dinamica, con 808 megawatt di nuova potenza installata, seguita a stretto giro dal Lazio, con 701 megawatt. Anche il Veneto ha mostrato una buona performance, aggiungendo 437 megawatt. Questi dati indicano una forte concentrazione degli investimenti in alcune aree specifiche del Paese.
Decisamente meno positivo è stato l’andamento del settore eolico, che ha visto l’aggiunta di soli 497 megawatt di nuova capacità. Si tratta di un calo netto del 17,2% rispetto ai primi undici mesi del 2024, un segnale preoccupante che potrebbe essere legato a complessità burocratiche e difficoltà nell’individuazione di siti idonei.
Queste dinamiche, con le loro luci e ombre, saranno al centro del dibattito durante la prossima edizione di KEY – The Energy Transition Expo. L’evento, dedicato alla transizione energetica, si terrà presso la Fiera di Rimini dal 4 al 6 marzo 2026 e rappresenterà un’occasione cruciale per operatori, istituzioni e cittadini per confrontarsi sulle strategie future e accelerare il cammino dell’Italia verso un futuro sostenibile.






















