Italia: 500 milioni per la mobilità contro lo smog

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Qualità aria
Qualità aria

È stato ufficializzato, con la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato, il Decreto interministeriale sulla Mobilità urbana e metropolitana sostenibile. Il provvedimento istituisce un programma di finanziamento da 500 milioni di euro per promuovere trasporti a basse emissioni e migliorare la qualità dell’aria.

Le risorse, stanziate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono destinate alle città metropolitane e ai comuni capoluogo con oltre 50.000 abitanti. L’accesso ai fondi è però vincolato a una condizione precisa: i centri urbani devono presentare criticità certificate nei livelli di inquinamento atmosferico.

Nello specifico, per poter richiedere il finanziamento, gli enti devono appartenere a zone dove sono stati superati i valori limite di particolato (PM10) e ossido di azoto (NO2), come individuati nell’ambito del contenzioso europeo e del decreto legislativo n. 155/2010. La ripartizione dei fondi terrà conto sia della popolazione residente sia dell’estensione territoriale interessata dai superamenti.

Il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha definito l’iniziativa “una misura concreta che coniuga ambiente, sviluppo e qualità della vita”, spiegando che metterà a disposizione risorse significative per aiutare le città più esposte all’inquinamento a cambiare passo.

Il decreto stabilisce anche alcuni requisiti fondamentali. I Comuni con più di 100.000 abitanti e le Città Metropolitane potranno accedere ai fondi solo se hanno già adottato il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS), uno strumento strategico per la pianificazione degli spostamenti di persone e merci.

Inoltre, per avviare la fase progettuale, sarà necessaria la nomina del Mobility Manager d’Area per tutti gli enti tenuti a tale adempimento, ovvero i Comuni con più di 50.000 abitanti o quelli facenti parte di una Città Metropolitana. Sono previste anche delle premialità: una quota fissa di risorse sarà destinata alle città che hanno approvato il PUMS pur non essendone obbligate, e a quelle identificate come nodi urbani nelle reti transeuropee di trasporto (TEN-T).

Le linee di intervento finanziabili includono il rafforzamento delle attività di mobility management, il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale (anche in sharing e on-demand), il supporto a soluzioni per la logistica urbana sostenibile e azioni per orientare i cittadini verso scelte di trasporto meno impattanti.

Il finanziamento potrà coprire i costi di gestione ed erogazione dei servizi, le attività di comunicazione e analisi dei dati, e tutti i lavori necessari alla realizzazione del progetto. I soggetti beneficiari dovranno presentare la proposta entro il termine perentorio di 45 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, inviandola via PEC all’indirizzo del ministero.

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