Italia, Bergomi contro Mancini: ‘Una squadra vecchia’

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Cronache Mercato
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L’esordio dell’Italia nel secondo ciclo di Roberto Mancini si è concluso con una nota amara. La sconfitta per 0-2 contro il Belgio in Nations League ha lasciato perplessi non solo i tifosi, ma anche gli addetti ai lavori, tra cui l’ex campione del mondo Beppe Bergomi, che ha espresso una critica lucida e severa.

Dai microfoni di Sky Sport, l’ex difensore ha manifestato tutta la sua delusione. “Mi aspettavo tutt’altro”, ha esordito, sottolineando come il problema non fosse tanto il risultato, quanto la prestazione. “Passi perdere contro una squadra forte, ma mi aspettavo di vedere qualcosa di quello che sta proponendo il nostro campionato, che è ricco di spunti tattici interessanti. Invece ho assistito a una cosa vecchia, quasi superata”.

Il punto centrale della sua analisi riguarda l’impostazione tattica. Bergomi ha criticato la prevedibilità della manovra offensiva. “Vedere Barella o Tonali che si limitavano ad accompagnare la prima punta è roba vecchia. Il calcio moderno richiede altro”. L’aspettativa era di vedere un’Italia più dinamica, con rotazioni diverse e movimenti senza palla capaci di sorprendere l’avversario.

“Squadre come Inter, Roma, ma anche Frosinone, stanno mostrando coraggio e idee nuove. Mi aspettavo che il CT attingesse da quel patrimonio, invece ha studiato la partita in una maniera che non ha pagato”, ha continuato Bergomi. Il riferimento è alla scarsa spinta dei terzini e alla mancanza di sovrapposizioni che avrebbero potuto creare superiorità numerica sulle fasce.

Non tutto è stato da buttare. L’analisi ha evidenziato anche qualche nota positiva, su tutte la prestazione di Nicolò Cambiaghi. “Ha inciso più di tutti. Nel dribbling e nell’uno contro uno ha creato le occasioni più pericolose, servendo assist importanti per Kean e Pio Esposito, sventati solo da due grandi parate del portiere avversario”.

A centrocampo, il migliore è stato Nicolò Barella, lodato per la sua solita generosità e capacità di inserimento, seppur all’interno di un sistema che ne ha limitato l’efficacia. Molto più complessa, invece, la situazione del reparto arretrato. “Dietro abbiamo fatto parecchia fatica”, ha ammesso Bergomi, alludendo a una difesa apparsa spesso in affanno e poco coordinata nel gestire le ripartenze belghe.

In conclusione, la critica non vuole essere una bocciatura definitiva, ma uno stimolo. “C’è da lavorare, ma penso che Mancini abbia delle idee e dovrà avere tempo per metterle in pratica. Già da questa partita, però, mi aspettavo un segnale diverso”. Il messaggio è chiaro: la Serie A sta offrendo un calcio divertente e innovativo; la Nazionale, per tornare a essere competitiva, deve avere il coraggio di seguirne l’esempio.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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