Italia: economia circolare, un vantaggio per le imprese

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Economia circolare
Economia circolare

L’adozione di un’economia basata su riutilizzo, riparazione e riciclo ha offerto “vantaggi significativi” alle aziende italiane, affermandosi come un “fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo”. Lo ha spiegato Mariangela Cozzolino, responsabile del Competence Center Economia Circolare di Cassa Depositi e Prestiti.

L’Italia si è già distinta in Europa tra i Paesi più virtuosi in questo percorso. Mentre le esperienze più mature si sono concentrate sul riciclo, recentemente le imprese hanno aumentato l’adozione di pratiche circolari, dal design sostenibile ai servizi per estendere la vita del prodotto, dimostrando un approccio sempre più integrato lungo la filiera produttiva.

La trasformazione dei modelli di business ha comportato per le aziende notevoli benefici economici, come la valorizzazione degli scarti, la riduzione dei costi di produzione, il rafforzamento del marchio e una minore probabilità di default, oltre a una maggiore liquidità da destinare agli investimenti. Questo modello rafforza inoltre l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimolando innovazione e avanzamento tecnologico.

Guardando al futuro, le sfide non mancheranno. Secondo Cozzolino, serviranno investimenti forti su larga scala per potenziare le filiere e sarà fondamentale rafforzare il mercato delle “materie prime seconde”, quelle derivate dagli scarti. Accanto a ciò, andranno favoriti accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile e potenziata la sensibilizzazione dei consumatori.

In questo scenario, la finanza giocherà un ruolo strategico per orientare gli investimenti, grazie a prodotti finanziari dedicati e al supporto di istituti come Cassa Depositi e Prestiti. L’economia circolare, infatti, ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp, le cui priorità sono massimizzare il recupero di materia ed energia e potenziare le filiere innovative.

Cdp interviene concedendo finanziamenti a imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni, offrendo a queste ultime anche servizi di consulenza per la programmazione, la progettazione e l’implementazione degli interventi.

Un’ulteriore spinta arriverà dall’Europa. La normativa europea costituirà una leva per accelerare la transizione. Ne è un esempio il Regolamento Ue sugli imballaggi, adottato nel 2024. Di particolare rilievo saranno poi il “Clean Industrial Deal”, che punta a raddoppiare il tasso di circolarità europeo entro il 2030, e il “Circular Economy Act”, atteso per quest’anno. Quest’ultimo mirerà a creare un quadro legislativo comune e un mercato unico per rifiuti e materie prime secondarie nell’Unione.

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