Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, l’Italia adotterà l’ora legale. Alle 2:00, le lancette degli orologi si sposteranno avanti di sessanta minuti, inaugurando un periodo di sette mesi pensato per ottimizzare lo sfruttamento della luce solare e diminuire il fabbisogno di energia elettrica a livello nazionale.
Questo meccanismo non è una semplice convenzione, ma una scelta strategica che ha dimostrato negli anni di avere un impatto tangibile sulla riduzione dei consumi e, di conseguenza, delle emissioni inquinanti.
Il sistema di alternanza tra ora solare e legale è da tempo al centro di un dibattito europeo e nazionale. In Italia, la discussione ha ricevuto un nuovo impulso grazie all’iniziativa della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).
Su spinta della Sima, la X Commissione della Camera dei deputati ha avviato un’indagine conoscitiva per valutare l’ipotesi di introdurre l’ora legale in modo permanente per tutto l’anno. L’obiettivo è analizzare a fondo gli effetti socio-economici, le ricadute sul sistema produttivo e la fattibilità di una fase di sperimentazione.
L’indagine, la cui conclusione è fissata entro il 30 giugno, coinvolgerà rappresentanti di autorità indipendenti, organismi europei, associazioni di categoria, consumatori ed esperti del mondo accademico.
I dati storici forniti da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, confermano i vantaggi concreti di questa misura. Nel ventennio tra il 2004 e il 2025, il passaggio all’ora legale ha permesso all’Italia di accumulare un risparmio energetico complessivo superiore a 12 miliardi di kilowattora.
Tale riduzione dei consumi si è tradotta in un beneficio economico diretto per il Paese, quantificato in circa 2,3 miliardi di euro. Una cifra che ha contribuito a mitigare l’impatto delle fluttuazioni dei prezzi dell’energia sulle famiglie e sulle imprese.
Dal punto di vista della decarbonizzazione, il contributo è altrettanto significativo. Secondo le stime della Sima, l’adozione permanente dell’orario estivo garantirebbe una contrazione delle emissioni climalteranti molto rilevante.
Si parla di una riduzione annua di anidride carbonica (CO2) compresa tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate. Per dare una dimensione a questo dato, l’impatto equivale all’azione di assorbimento di carbonio garantita dalla piantumazione di milioni di nuovi alberi ogni anno.
L’ora legale del 2026 resterà in vigore fino all’ultimo fine settimana di ottobre. Il ritorno all’ora solare, con le lancette che torneranno indietro di un’ora, è previsto per la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, in attesa che il dibattito su una soluzione permanente possa portare a future novità.


















