Cosa sono gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e quali sono i loro reali impatti sull’ambiente? Per fare chiarezza su una tecnologia tanto promettente quanto controversa, abbiamo intervistato Valeria Giovannelli, Matteo Lener e Giovanni Staiano, ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Un OGM, hanno spiegato gli esperti, è un essere vivente il cui DNA è stato alterato con precise tecniche di ingegneria genetica per introdurre nuove caratteristiche. Nel campo agricolo, si punta a sviluppare piante più resistenti a parassiti, a specifiche malattie o a condizioni climatiche sempre più estreme, come la siccità.
Le opportunità per un’agricoltura a minor impatto ambientale non mancano. Una pianta ingegnerizzata per difendersi da un insetto, ad esempio, può ridurre drasticamente il ricorso a insetticidi chimici, con notevoli benefici per la qualità del suolo e delle falde acquifere. Allo stesso modo, colture che richiedono meno acqua rappresenterebbero una risorsa strategica per affrontare la crisi climatica.
Tuttavia, le preoccupazioni ambientali sono altrettanto concrete. I ricercatori hanno evidenziato il rischio del ‘flusso genico’, ovvero la potenziale e non controllata trasmissione del gene modificato a piante selvatiche affini. Questo fenomeno potrebbe creare erbe infestanti più aggressive o alterare gli equilibri degli habitat naturali. Un altro timore fondato riguarda i possibili danni a organismi ‘non bersaglio’ come api e farfalle, impollinatori essenziali per la biodiversità.
Un ulteriore punto critico è il rischio di impoverire la diversità genetica agricola, qualora il mercato si concentrasse su poche varietà brevettate. Il ruolo dell’ISPRA, hanno concluso gli scienziati, è proprio quello di analizzare ogni singolo caso con rigore scientifico, valutando il bilancio tra rischi e benefici. Non esiste una risposta univoca: l’impatto di un OGM dipende dalla modifica, dalla pianta e dall’ecosistema in cui si inserisce. Per questo, una ricerca indipendente e un quadro normativo prudente sono stati indicati come strumenti essenziali per governare questa potente tecnologia.



















