Italia: il governo autorizza l’abbattimento dei lupi

70
Abbattimento lupi
Abbattimento lupi

Il governo italiano ha compiuto un passo decisivo per consentire l’abbattimento legale dei lupi. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che, recependo una modifica alla Direttiva europea Habitat, declassa lo status del lupo da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta”.

Questa modifica legislativa apre la strada a interventi di gestione letale. Durante una recente Conferenza Stato-Regioni, è stato presentato uno schema che prevede una “quota massima” di abbattimento annuale, fissata a un massimo di 160 esemplari in tutta Italia. Le associazioni ambientaliste hanno subito sottolineato come questa cifra si andrebbe a sommare agli oltre 400 lupi che ogni anno già muoiono a causa di investimenti stradali, avvelenamenti e bracconaggio.

Le organizzazioni per la tutela della fauna selvatica, come l’ENPA, hanno messo in guardia le Regioni dal considerare questa novità come il via libera a una caccia indiscriminata. “Il lupo rimane una specie protetta”, hanno ribadito, “e le Regioni che autorizzeranno gli abbattimenti si assumeranno il rischio di un danno ambientale di gravità estrema, con possibili conseguenze legali”.

Secondo gli attivisti, dietro questa decisione si nasconde una filiera di interessi. Vi sarebbe una parte del mondo politico che alimenta l’allarmismo per ottenere consenso elettorale, ignorando i dati scientifici sulla prevenzione. A questo si aggiungono i cacciatori, che vedono il lupo come un competitore per la selvaggina, e alcune associazioni del comparto zootecnico che si oppongono all’adozione di misure di protezione per il bestiame, come recinzioni e cani da guardiania.

La comunità scientifica ha più volte evidenziato l’inefficacia e la controproduttività degli abbattimenti selettivi. Numerosi studi dimostrano che l’uccisione di alcuni membri di un branco ne causa la dispersione. Questo fenomeno porta singoli esemplari, spesso giovani e inesperti, a diventare più erratici e ad avvicinarsi maggiormente ai centri abitati in cerca di cibo facile, come i rifiuti, aumentando così i potenziali conflitti.

L’ENPA ha annunciato che farà la sua parte, impugnando ogni singolo provvedimento che autorizzerà l’uccisione di un lupo. “Mentre il Paese affronta crisi reali, il governo usa il lupo come un capro espiatorio”, hanno dichiarato dall’associazione. “Il problema non è il predatore, ma i comportamenti umani, la devastazione ambientale e la pretesa di un controllo totale sulla natura. Questa è una mentalità retrograda che ci riporta indietro di decenni”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome