L’Italia non ha partecipato al Mondiale, un’assenza che ha alimentato il rimpianto per la mancata qualificazione. Al posto della Nazionale azzurra, è stata la Bosnia a scendere in campo contro il Canada nella partita inaugurale del Gruppo B, un incontro che ha riacceso il ricordo delle occasioni perdute.
Il destino dell’Italia si è deciso nella finale playoff disputata a Zenica. Dopo essere passata in vantaggio con un gol di Moise Kean, la squadra ha avuto l’opportunità di chiudere la partita, ma lo stesso Kean, lanciato in contropiede, non è riuscito a segnare il 2-0. L’episodio chiave è stato l’espulsione di Alessandro Bastoni, che ha costretto la squadra a un lungo periodo di difesa.
La gestione tattica successiva all’inferiorità numerica, con un modulo 5-3-2, ha limitato la capacità di ripartire, portando al pareggio della Bosnia. La sfida si è così protratta fino ai calci di rigore, dove gli errori dal dischetto di Salvatore Esposito e Bryan Cristante si sono rivelati fatali, decretando l’eliminazione degli Azzurri.
A rendere l’esclusione ancora più amara è stato il sorteggio favorevole che attendeva la vincitrice del playoff. L’Italia avrebbe iniziato il suo percorso a Toronto contro il Canada, per poi affrontare la Svizzera nei pressi di Los Angeles e il Qatar a Seattle.
Il tabellone offriva un cammino potenzialmente agevole anche nella fase a eliminazione diretta. In caso di primo posto nel girone, l’avversaria nei sedicesimi di finale sarebbe stata una terza classificata, con un possibile ottavo contro il Portogallo.
Anche da seconda classificata, il percorso sarebbe stato promettente, con un probabile incrocio contro la Corea del Sud e, successivamente, una sfida contro l’Olanda o il Marocco. Persino un ripescaggio come una delle migliori terze avrebbe potuto aprire scenari interessanti.
L’organizzazione logistica era già stata delineata. Dopo un’ultima amichevole, la Nazionale si sarebbe trasferita nel suo quartier generale a Salt Lake City, nello Utah, per preparare il torneo. Una programmazione dettagliata che è rimasta solo sulla carta, lasciando spazio alla delusione per un’opportunità sfumata in una singola partita.












