L’universo degli influencer si è trasformato in un mercato opaco dove, al pari di chiromanti, vengono vendute promesse a peso d’oro. Dalla garanzia di un nuovo lavoro alla formula per la felicità, molti “guru” del web hanno costruito fortune su referenze inventate, come recensioni fasulle, riconoscimenti fittizi e follower inesistenti. Cadere in queste trappole comporta un enorme spreco di tempo, denaro e aspettative.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha già sanzionato più volte questi professionisti per pratiche commerciali scorrette. Per evitare di diventare vittime, è sufficiente imparare a riconoscere alcuni segnali d’allarme.
Il primo campanello d’allarme riguarda i successi professionali sbandierati senza alcuna documentazione verificabile. Non bisogna accettare un’affermazione solo perché chi la pronuncia ha un vasto seguito. È cruciale verificare se vengono citati dati concreti o studi, cercando sempre conferma da fonti autorevoli come università o esperti riconosciuti, specialmente se si parla di salute o finanza.
Un’altra tattica è alludere a presunte apparizioni su giornali e canali televisivi. È necessario chiedersi: quali sono queste testate? Sono affidabili? Servono prove documentate, non chiacchiere. Lo stesso vale per le recensioni positive: il mercato è manipolabile. L’unica recensione attendibile è quella fornita da una persona di fiducia che ha avuto un’esperienza diretta.
La popolarità stessa è spesso un’illusione. I “follower” si possono acquistare a basso costo, una pratica che permette a chiunque di simulare autorevolezza per ingannare gli utenti.
Molti di questi personaggi fanno leva sulle frustrazioni, in particolare quelle legate al lavoro. Il meccanismo psicologico è identico a quello che rende le persone vulnerabili in altri ambiti della vita: la fragilità spinge a credere a qualsiasi consiglio, anche se irrealizzabile. Viene spesso promessa una “seconda entrata” mensile come un obiettivo semplice. La realtà è ben diversa: arrotondare lo stipendio è un percorso complesso che richiede tempo e competenze.
Infine, una delle principali fonti di guadagno è la vendita di corsi, spesso senza specificare che si tratta di pubblicità. Esistono corsi su qualsiasi argomento, ma la loro reale utilità e la qualificazione di chi li tiene restano un mistero. Un aspetto decisivo è la mancanza di chiarezza sui costi. Qualsiasi spesa dovrebbe essere specificata in modo trasparente. Se i prezzi non sono chiari fin da subito, è un segnale inequivocabile che il rischio di sprecare il proprio denaro è altissimo.


















