Italia: la cottura lenta per risparmiare energia

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Cottura lenta
Cottura lenta

La cottura a bassa temperatura, nota anche come ‘slow cooking’, ha iniziato a diffondersi in Italia come un’alternativa innovativa ai metodi tradizionali. Sebbene sia una pratica consolidata da decenni negli Stati Uniti, rappresenta per molti una scoperta recente, capace di unire gusto, salute e sostenibilità ambientale.

Questo metodo di preparazione dei cibi si basa sull’utilizzo di una pentola specifica, comunemente chiamata ‘slow cooker’. L’apparecchio è composto da una base riscaldante elettrica e da un contenitore interno, solitamente in ceramica o acciaio, che è estraibile e facile da pulire. Il principio è semplice: cuocere gli alimenti per un tempo prolungato a temperature controllate, che variano tipicamente tra i 60 e i 90 gradi Celsius.

I vantaggi sono molteplici, a partire da un significativo risparmio energetico. Una slow cooker consuma molta meno energia di un forno tradizionale o di un piano cottura a gas, con un impatto positivo diretto sui costi in bolletta e sull’impronta ecologica della nostra cucina. Dal punto di vista nutrizionale, le basse temperature hanno dimostrato di preservare meglio vitamine e minerali, che si degradano più facilmente con il calore intenso. Questo si traduce in piatti non solo più salutari, ma anche più saporiti, poiché gli aromi si disperdono meno e i succhi naturali degli ingredienti vengono mantenuti.

La tecnica si rivela particolarmente efficace con carne e pesce. Le fibre muscolari si ammorbidiscono lentamente, rendendo teneri e succulenti anche i tagli di carne meno pregiati e più economici. Le parti grasse e gelatinose si sciolgono, arricchendo il sapore del piatto senza bisogno di aggiungere condimenti eccessivi. È possibile cucinare quasi senza grassi, affidandosi solo a spezie ed erbe aromatiche, ottenendo così preparazioni più leggere e digeribili. Oltre alle carni, la cottura lenta è perfetta per zuppe, stufati e persino alcuni tipi di dolci.

Uno degli aspetti più apprezzati è la comodità. Basta inserire tutti gli ingredienti nella pentola, impostare il programma e lasciare che l’apparecchio faccia il suo lavoro. Molti modelli permettono di programmare l’avvio e di mantenere la pietanza in caldo al termine della cottura, offrendo una flessibilità ideale per chi ha poco tempo. Il rischio di bruciare il cibo è praticamente nullo.

Tuttavia, esistono alcuni aspetti da considerare. L’apparecchio può risultare ingombrante in cucine con poco spazio. Inoltre, è fondamentale resistere alla tentazione di sollevare il coperchio durante la cottura per non disperdere il calore accumulato, allungando ulteriormente i tempi.

Infine, bisogna prestare attenzione ad alcuni alimenti. Le verdure a foglia verde, per esempio, rischiano di perdere colore e nutrienti. Per ovviare a questo problema, si possono sbollentare per pochi minuti in acqua bollente prima di inserirle nella slow cooker. Un’avvertenza cruciale riguarda i legumi secchi, come i fagioli: non devono mai essere cotti direttamente a bassa temperatura da secchi, poiché contengono tossine che vengono neutralizzate solo da una bollitura ad almeno 100 gradi per circa dieci minuti.

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