In Italia esiste un vasto patrimonio sommerso nel mondo del volontariato ambientale. Sono centinaia le associazioni, da quelle nazionali a quelle iper-locali, che si dedicano a piantare e curare gli alberi nelle nostre città, offrendo a chiunque la possibilità di contribuire.
In Valle d’Aosta, La Société de la Flore Valdôtaine, fondata nel 1858, promuove la conoscenza della flora alpina con attività didattiche. In Piemonte, la Paulownia Piemonte Nazionale si concentra sulla piantumazione dell’omonimo albero, noto per l’alto assorbimento di CO₂, mentre il progetto “Foresta condivisa” coinvolge i cittadini lungo il Po.
La Lombardia vede protagonisti Forestami, che punta a piantare milioni di alberi a Milano e hinterland entro il 2030, e WOWnature, che permette di adottare piante e partecipare alla loro messa a dimora. In Trentino-Alto Adige, il Trentino Tree Agreement si occupa della riforestazione nelle aree colpite da eventi naturali, coinvolgendo attivamente la popolazione.
In Veneto, l’iniziativa “Alberi per la pianura veneta” ha distribuito migliaia di alberi autoctoni a cittadini e comuni. In Friuli Venezia-Giulia, il progetto “Alberi per il Bio” ha creato corridoi ecologici grazie all’impegno di volontari e aziende agricole. Anche la Liguria partecipa con progetti come A Thousand Trees Project a Genova, nato per riqualificare le alture del Monte Moro dopo incendi e degrado. In Emilia-Romagna, il programma regionale “Mettiamo radici per il futuro” ha distribuito gratuitamente piante e arbusti su tutto il territorio.
In Toscana, l’associazione La Racchetta ha lanciato crowdfunding per il recupero boschivo. A Roma e nel Lazio, sono nate numerose organizzazioni dal basso, come “Ci vuole un albero” e “Daje de alberi”, che si occupano della cura del verde urbano spesso trascurato. Un esempio emblematico è l’edicola di Mauro Silenzi a Porta Portese, trasformata in un punto di adozione per alberi di quartiere.
Nelle Marche, Selva Urbana APS lavora sulla forestazione per aumentare la resilienza climatica delle città. In Umbria, la weTree Association ha supportato il recupero di aree verdi a Perugia, mentre in Abruzzo il progetto europeo LIFE+ A_GreeNet promuove la forestazione lungo la costa adriatica.
In Puglia, la Fondazione Sylva e l’associazione Olivami si sono distinte per i loro imponenti progetti di riforestazione nel Salento, un’area devastata dalla Xylella, piantando nuove varietà di ulivi resistenti. In Molise, il comitato spontaneo “Più Alberi” a Termoli dimostra come l’attivismo civico possa creare piccoli boschi urbani.
Anche la Campania vede una forte partecipazione con realtà come Greenopoli a Napoli, attiva nella rigenerazione urbana. In Sicilia, il progetto Boschiva trasforma aree degradate, mentre a Palermo l’associazione Metropolitree coinvolge i residenti in un “patto di cura” per la manutenzione delle piante. Infine, in Sardegna, Alberea promuove la riforestazione e giovani come Giovanni Atzeni si impegnano in prima persona, diventando un esempio per tutti.





















