Italia: le biblioteche sociali contro lo spreco

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Recupero libri
Recupero libri

In Italia si assiste a un paradosso ambientale e culturale: il settanta per cento dei libri stampati finisce al macero. Si tratta di uno spreco enorme di carta, energia e risorse, ancora più grave se si considera il basso indice di lettura che caratterizza il Paese.

Una risposta concreta e virtuosa a questo problema è emersa dal basso, grazie a una fitta rete di “Biblioteche sociali” diffuse da Milano a Palermo. Queste realtà non costituiscono un’unica organizzazione, ma sono un insieme di associazioni autonome e indipendenti che hanno fatto del recupero dei libri la propria missione, trasformando uno scarto in una risorsa preziosa per la comunità.

Il modello operativo è semplice ed efficace: i cittadini donano i libri che non leggono più, sottraendoli al destino della distruzione. Le biblioteche sociali li raccolgono, li catalogano e li rimettono in circolo, dando loro una seconda vita e promuovendo al contempo la cultura della sostenibilità e del riuso.

Le iniziative sono variegate e si adattano al contesto locale. A Roma, per esempio, la Biblioteca sociale Giardino si concentra sulla raccolta e distribuzione capillare nei quartieri, creando punti di scambio accessibili a tutti. A Torino, il progetto della Biblioteca di condominio porta i libri direttamente negli spazi comuni dei palazzi, rafforzando i legami di vicinato. A Pistoia, la Biblioteca San Giorgio si distingue per l’organizzazione di corsi e incontri di lettura, diventando un vero e proprio polo culturale.

L’impatto di queste attività va oltre il semplice valore sociale. Dal punto di vista ambientale, riutilizzare un libro significa evitare l’abbattimento di alberi e il consumo di migliaia di litri d’acqua e di energia necessari per produrre nuova carta. È un esempio eccellente di economia circolare applicata al settore editoriale, un modello che contrasta la logica dell’usa e getta.

Questi spazi, inoltre, svolgono un ruolo fondamentale nel tessuto sociale. Diventano luoghi di aggregazione, di inclusione e di scambio intergenerazionale. I volumi recuperati non restano confinati tra le mura della biblioteca, ma vengono spesso donati a scuole, ospedali e istituti penitenziari, portando la cultura dove ce n’è più bisogno e garantendo un accesso democratico alla conoscenza.

Partecipare a questa rivoluzione silenziosa è possibile. Il primo passo è informarsi sull’esistenza di una biblioteca sociale nel proprio comune di residenza, per donare i propri libri o per scoprire le attività organizzate. Un piccolo gesto che contribuisce a ridurre gli sprechi, a rafforzare le comunità e a diffondere il piacere della lettura.

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